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La vita sociale si è trasferita dalle piazze, dai locali e dai salotti borghesi ai dialoghi sui balconi, sui ballatoi o sui pianerottoli…. Intanto in lontananza si sente, magari, il suono della sirena di un’ ambulanza…. Sono convinta che da questa emergenza, nelle grandi città, la gente ne uscirà in generale più incattivita. Le code davanti ai negozi, ovviamente richieste per ragioni sanitarie per contingentare gli ingressi, a me ricordano tanto quelle che si facevano per comprare il pane durante gli anni di guerra ( code che sono documentate in diversi filmati dell’Istituto Luce). Ma credo che allora, all’epoca dei nostri nonni, lo spirito di solidarietà fosse maggiore. I valori, la famiglia e la patria, erano forti. Nella società contemporanea il primo da tempo è vacillato sotto il peso di un crescente individualismo. Il secondo è stato forse disilluso e messo in discussione anche dalla presenza di una classe politica, non sempre all’altezza della situazione. E questo non certo da adesso o dai recenti mesi di emergenza Covid.