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 Cari amici di Magazine, Pier Franco Quaglieni ha ricordato  la figura di Luciano Pellicani su questo giornale Online (che si rivela di sempre piacevole lettura), lo ha fatto in modo invogliante e attento ed ha ridestato in me  vecchi ricordi.
   Luciano me lo fece conoscere suo padre Michele, Direttore del quotidiano “La Giustizia” del quale ero editorialista, precocissimo studioso, fu un personaggio subito vincente nella carriera universitaria e si rivelò originale fautore di idee nuove nel mondo politico, e particolarmente nel suo partito, vale a dire, nell’ideologicamente incartapecorito PSI. Era in buona sostanza un socialdemocratico, di posizioni ideali moderne, le quali partivano da forti anticipazioni di pensiero, consapevoli della trasformazione socio-culturale in atto nella società europea.
  Fu per un certo periodo l’anima della rivista  Mondo Operaio, alla quale scarsissima sarebbe da considerare la mia collaborazione, se non vi avessi introdotto (con “Quale socialismo?”) la firma di Norberto Bobbio. Luciano diresse sul piano ideologico l’operazione evangelica lanciata da Craxi con un suo articolo sull’ Espresso, proclamandola senz’altro il “Vangelo” per l’appunto, di un nuovo socialismo. Fu tale “Vangelo” ideologico, una vera  bomba polemica, che scoppiò nel mondo politico italiano. Contro il passatismo dottrinario comunista innanzitutto e poi, per l’affermazione totale del craxismo, nel partito socialista, fuori da invecchiati insegnamenti di scuola socialista ed al seguito di un progettualismo concreto.
 Cosa divenne poi in realtà  il craxismo, sarà altra cosa. Cadrà di lì a poco nel vortice di un malcostume di finanziamento dei partiti,  che Craxi fu il primo a confessare, e che fu altresì colui che più di ogni altro -a prescindere dalla minore o maggiore consistenza nel campo della corruzione posta in essere- ne subì le conseguenze.
 Ciò che qui vale considerare fu il valore politico ed intellettuale delle posizioni di pensiero che all’interno della predetta polemica, assunsero studiosi di ben notevole levatura , da Galli della Loggia a Cafagna. L’articolo sull’Espresso si richiamava a ricostruzioni di pensiero di autori colti duramente su posizioni stantie e superate da un lungo corso di trasformazione storico-politica, e fu accolto con grande successo nel dibattito politico. Anche se proponeva il rilancio ideologico di autori quali Proudhon (Bobbio lo definì un filosofo della politica difficile, se pur  interessante, il quale se ne occupò peraltro in una sua opera  di fondamentale importanza) non proprio bene intesi nella evocazione craxiana dai suoi tardi estimatori.
  Venne persa l’occasione per un ben più ampio approfondimento di un autore quale Carlo Rosselli, che molto studiò Proudhon, e che pervenne poi alle posizioni di un suo socialismo liberale. Posizioni che non ebbero fortuna nel dibattito politico italiano.
  Le vuol riprendere ora Claudio Martelli, il quale ha comprato L’ “Avanti ! ” con l’intenzione di andare oltre il traguardo di pubblicarne qualche numero sporadicamente, e di richiamare parte del vecchio elettorato socialista, da affiancare a quanto già raccoltosi nel PD. Lo fa lanciando una sua linea d’azione che intesta “Socialismo liberale-PSI”.
 È questa una operazione che almeno sul piano teorico, penso sarebbe piaciuta a Luciano Pellicani. Come -nello stesso piano- la si considererebbe nel nostro Centro Pannunzio?
       Emilio R. Papa