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Oggi, miei cari lettori, propongo non il solito articolo commemorativo garibaldino, ma un fatto che dopo ben 137 anni non solo è rimasto irrisolto ma è passato completamente nell’oblio; ed è per questo motivo che spero, nel ricordarvelo oggi, possa destare oltre che meraviglia una buona dose di indignazione. Subito dopo la morte dell’Eroe in Italia ed all’estero sorgono i primi monumenti per ricordarlo. In Italia i più grandi artisti partecipano ai vari concorsi per monumenti  in suo ricordo con vari studi che sono delle vere opere d’arte. Nel 1884, sono passati solo due anni dalla morte di Garibaldi, a Loreto si inaugura in piazza Garibaldi il bellissimo busto di marmo opera dello scultore romano Ettore Ferrari (1845- 1929  – Foto 1) . Per questa bellissima opera , il noto garibaldino Felice Cavallotti (Milano 1842 –Roma 1898  –Foto 2) ideò l’epigrafe da porsi sul basamento del monumento suddetto. Eccone il teso

LORETO

NOTA AI DUE MONDI

PER I MIRACOLI DELLA SUPERSTIZIONE

QUI CON AFFETTO

CON ORGOGLIO ITALIANO

SCRIVE IL TUO NOME

O GARIBALI

O LIBERATORE

CHE TERRIBILE E BUONO

AI DUE MONDI PORTAVI

I MIRACOLI

DELL’AMORE ARMATO

APRILE MDCCCLXXXIV

Per quanto riguarda la figura del garibaldino Felice Cavallotti (fu detto “il bardo della democrazia)  accenno solo che oltre ad essere stato un patriota eccezionale (Campagne 1860  – 1866 – 1870/71) fu un noto scrittore, giornalista, poeta, grande oratore (è suo il discorso a Caprera per il secondo pellegrinaggio 1892), deputato del partito Radicale ed irriducibile avversario del “trasformista” Francesco Crispi. Fu instancabile propugnatore della democrazia pura  ed in difesa di questa sostenne numerosi duelli, nell’ultimo dei quali col giornalista Macola trovò la morte. Nell’VIII volume “Opere” di Felice Cavallotti – Discorsi scelti ed ordinati da Carlo Romussi – ed, Alibrandi Milano s.d.  a pag. 306, durante la XV legislatura 21 giugno 1884, presente Cavallotti, è riportato l’atto della Camera  sul divieto dell’epigrafe dettata dal Cavallotti per il monumento  a Garibaldi in Loreto. Questa documentazione ufficiale ci conferma che il Governo italiano confermò il divieto all’applicazione della epigrafe suddetta. Ciò premesso consideriamo che a quell’epoca il Governo del Regno d’Italia non poteva (o non voleva) entrare in ulteriore contrasto con Governo papale con il quale già i rapporti erano molto aspri e difficili. Successivamente , ovvero dopo il concordato del 1929, questo fatto non fu rimesso in discussione  e cadde nel dimenticatoio. Arriviamo quindi al cambiamento istituzionale dalla monarchia alla repubblica ma anche questa volta nessuno pensò a dare definitiva sistemazione a questa bella epigrafe. Devo però far presente (la notizia si può leggere su internet) che nel 2015 il Dott. Sergio Beccacece si è rivolto al Comune di Loreto per dare definitiva sistemazione al monumento di Garibaldi con l’apposizione  della bella epigrafe. Nonostante questo nuovo appello  nulla ancora è stato risolto. E’ bene ricordare che le autorità ecclesiastiche, in merito al  famoso “trasporto”  della santa Casa della Madonna fu eseguita si da “Angeli” ma non quelli con le ali ma da un normale fervente cattolico di cui questo era il cognome.