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Sintesi di spirito rinascimentale, loggiati romani, miti greci, maestria artistica, Palazzo Te restituisce il gusto della vita proprio di un’intera epoca. Il capolavoro restaurato di Giulio Romano condensa mirabilmente i desideri, gli interessi, i piaceri, delle signorie italiane del ‘400-‘500. I Gonzaga tennero Mantova per secoli e seppero, con abili politiche matrimoniali, acquisire altre signorie minori in Italia e all’estero (furono duchi di Nevers). Milano, Verona, Venezia, Parma, Firenze … e Mantova, le corti facevano a gara nel saper godere i piaceri della vita. Palazzo Te fu costruito come residenza di campagna, in un’area lacustre bonificata giusto fuori città, per “l’onesto ozio” dei signori, mentre Palazzo Ducale e Castello San Giorgio erano le sedi istituzionali del potere. Tuttavia nel 1530 l’Imperatore Carlo V (sul cui impero non tramontava mai il sole), venuto per insignire i Marchesi Gonzaga del nuovo titolo di Duchi, fu ricevuto anche in un Palazzo Te appena costruito e forse non ancora terminato negli affreschi e nelle decorazioni. E’ affascinante immaginare quel giorno, con la signoria che raggiunge l’apice della sua storia politica e artistica, ricevendo l’Imperatore nella nuova residenza. Gli affreschi lussuriosi e simbolici, i porticati greco-romani, i grandi spazi racchiusi dall’esedra. L’Imperatore immortalato da Tiziano (autore anche del ritratto di Giulio Romano conservato a Palazzo Te) incede a cavallo preceduto dalla guardia e accompagnato dal seguito di cavalieri e dame, il signore di Mantova lo accompagna nella splendida loggia d’onore dove sostano per amabile conversazione mentre una giostra di cavalli (molto amata da entrambi) si esibisce nello spazio antistante. Poi l’illustrissimo ospite viene introdotto a visitare le stanze … la sala del Sole e della Luna, con l’allegoria del trascorrere del tempo; la sala dei Cavalli, con i destrieri alternati alle divinità mitologiche e ai simboli dei Gonzaga; la  sala di Amore e Psiche, con le raffigurazioni, molto esplicite, degli amori divini; un climax di meraviglia crescente fino alla sala dei Giganti, con la fantastica, illusionistica, modernissima rappresentazione in 3D della battaglia tra Zeus e i Giganti, con il re dell’Olimpo (o l’Imperatore? o il Duca di Mantova?) che scaglia i suoi fulmini e impone il suo potere sugli dei e sugli uomini. Ma la giornata è serena, l’occasione lieta, il banchetto si terrà nel prato del cortile d’onore, con mille portate e musica e danze.