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L’articolo sui 53 anni del Centro Pannunzio ha suscitato grande interesse ed un certo dibattito, a cui hanno partecipato studiosi qualificati e orecchianti superficiali. Si impone una precisazione che in passato non sarebbe stata necessaria, perché la vulgata ha travolto anche la figura di Pannunzio, com’era prevedibile. Gli ”studiosi“ della domenica hanno voluto dire la loro, non avendo mai letto nulla di e su  Pannunzio. Il Centro Pannunzio è nato nel 1968, richiamandosi a diverse esperienze pannunziane altrettanto importanti:

-Il Pannunzio giovane allievo di Longanesi ad “Omninus‘ e amante di cinema a Cinecittà con Mario Soldati. Un Pannunzio afascista, come scrisse Cesare de Michelis, di cui ha scritto anche Montanelli.

– il Pannunzio del 1942 anno in cui scrisse il  saggio su Tocqueville e diede vita nel 1943 alla Resistenza liberale,  crocianamente  antitetica a quella comunista dell’attentati vigliacco di via Rasella a Roma. Arrestato nel 1943, Pannunzio rischiò di finire alle Fosse  Ardeatine per colpa di via Rasella.

– il Pannunzio che creo’  il quotidiano “Risorgimento liberale“ in cui denunciò  le  foibe, l’ esodo e  gli ammazzamenti comunisti nel Triangolo della morte, di cui ha scritto una storica di sinistra come Mirella Serri.

– il Pannunzio fondatore del ”Mondo“, giornale aperto al confronto su cui scrissero anche don  Sturzo e il cattolico liberale Jemolo, nonché gli scrittori conservatori Mann e Orwel.

Solo gli ignoranti di storia identificano “Il mondo“ con le menzogne  progressiste e libertine scalfariane. Il “Mondo” non sostenne neppure la legge sul divorzio a cui era nettamente contrario Leone Cattani. E’ molto triste dover tornare su queste cose, dicendo che il Pannunzio a cui si richiama al Centro a lui dedicato tiene conto della figura complessiva di Pannunzio e anche della sua conversione  religiosa che la vedova Mary mi disse e mi confermò.  Stiano lontani da Pannunzio gli atei sprovveduti, gli anticlericali aprioristici, i piazzisti di una vulgata incolta e priva di senso storico. Pannunzio è stato una figura  complessa come tutte le grandi personalità e nessun improvvisatore ha diritto di dare giudizi. Solo il Centro Pannuzio di Olivetti e di Soldati ha titolo morale e culturale di parlarne, perché conserva le testimonianze di quella  storia. Nel 2010 cercarono di clonarci Maccanico ed altri, ma dopo pochi mesi dovettero chiudere bottega  anche perché pretendevano soldi dal Governo, ma non erano disposti a cacciare un quattrino di tasca propria. Chi approfitta della pandemia per pescare nel torbido, profittando dell’ignoranza galoppante, è destinato a battere il naso. Ci sono 53 anni di storia, decine di libri, migliaia di conferenze e convegni a dimostrare la nostra esclusiva  legittimità a non ritenere antistoricamente  Pannunzio un appendice del PD odierno che comunque ha sempre ignorato il Direttore del ”Mondo“ che appartiene agli storici, non ai militanti politici d’oggi. Pannunzio va contestualizzato nel suo tempo e non estrapolato dal suo momento storico, come tendono inevitabilmente e anche legittimamente (dal loro punto di vista) a fare alcuni che non sanno nulla di storia.