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In  occasione del discorso di investitura come Segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, accennò  alla  anticipazione a  16 anni  dell’età  per votare, proposta  che  per il momento  è caduta nel vuoto. Ma che  questa  idea, nata evidentemente, per  recuperare consensi  elettorali  che il PD  non trova  più nell’elettorato  tradizionale  della  sinistra , sia sempre presenta nel pensiero di Letta  ne abbiamo avuto recentissima  conferma . Infatti  in occasione delle prossime “primarie” che il partito democratico  intende effettuare  per la  scelta  dei candidati  sindaci da presentare nelle  prossime  elezioni  amministrative, Letta vuole, appunto,  farvi  partecipare  i sedicenni, sperando che gli stessi gli siano grati in un prossimo futuro. Nulla  abbiamo contro  i giovani , ma  le norme  attuali  che regolano l’ingresso nella maggiore età , si basano  sulla considerazione  che a diciotto anni  si siano esauriti  i corsi scolastici , e dove è previsto, si sia superato quel famoso esame di maturità  e gli studenti  sappiano  almeno un po’ di  storia e di geografia  e possano dare  un voto  cosciente, cosa che a sedici anni , non avendo completato il ciclo  degli studi, non posseggono , e questo non è compensato  dalla  maggiore pratica e conoscenza informatica. Scuola e informatica  possono  e debbono integrarsi  e questo è avvenuto  e sta ancora avvenendo  per via del Covid, ma  non  a vantaggio  della  informazione telematica . L’educazione  e non solo quella civica non si imparano  al computer, che  invece  in sempre maggior numero di casi è veicolo  di nefaste amicizie, di  cui quasi giornalmente vengono a galla  esiti drammatici . Non parliamo poi delle violenze e del bullismo che alligna in queste fasce d’età. Letta  faccia pure  votare i sedicenni  alla primarie , ma legga e rifletta.