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Al solito la politica ci mette di fronte ad interrogativi che costringono a posizioni tranchantes.

Il referendum sulla riduzione dei Parlamentari ne è l’esempio lampante perché, se votiamo NO ad una legge che a mio parere riflette il pressapochismo e la demagogia dei Grillini, è come dire che l’attuale numero pletorico ci sta bene e quindi ce li terremo vita natural durante. Se votiamo SI, rinunciamo a riformare l’attuale sistema parlamentare, dove il numero dei parlamentari è il minore dei mali con quel sistema bicamerale perfetto che da sempre è un simbolo dell’inefficienza italica.

Il vero dilemma per uno come me, che in questo caso sarebbe propenso all’astensione, è la natura confermativa del referendum il quale non ha quorum, pertanto basta un voto in più per vincere.

Faccio una premessa: sono convinto che la maggioranza di quelli che andranno a votare voterà per il SI, perché il sentimento popolare è profondamente antiparlamentare, non solo: tutti sono convinti che il risparmio sarà virtuoso oltre la misura reale. Se a questo aggiungiamo la vigliaccheria dei partiti i quali, salvo +Europa, non hanno avuto il coraggio di esprimere il loro vero pensiero per non essere più impopolari di quanto sono già; salvo poi una parte di loro. firmare per il referendum confermativo, di qui la difficoltà per quelle forze che vorrebbero una riforma meditata a spiegare perché bisogna votare No, quando loro hanno votato SI.

Si sta ripetendo la castroneria fatta dagli Italiani sulla riforma Renzi.

Sarà anche stata imperfetta quella riforma, ma io sfido qualcuno a credere che in materia sia possibile la perfezione, tuttavia sanciva due cose importantissime: l’abolizione delle doppie camere speculari e un Senato che si sarebbe trasformato nel Senato delle Regioni. Ammetto che la riforma era piena di difetti e che soprattutto non si capiva bene quale sarebbe stato il vero ruolo delle Regioni.

Come era già successa per l’analoga riforma Berlusconiana: da una parte l’eccessiva personalizzazione sia di Berlusconi come di Renzi, dall’altra il coalizzarsi delle opposizioni anche quando queste erano incompatibili tra loro. Morale della favola dopo due tentativi andati a vuoto di modificare il ruolo di una Camera, non se ne parla quasi più.

E’ pleonastico pensare che le posizioni del NO possano spuntarla. L’unica possibilità sarebbe stato un referendum pro, o contro i Grillini, ripetendo la bocciatura al Berlusconismo e al Renzismo, cosa che è alquanto difficoltosa con il PD che non può certo sputtanare l’alleato,e la Lega che quando era al Governo, la riduzione dei Parlamentari non l’ha certo ingoiata in quanto il suo elettorato è sempre stato sensibili all’antiparlamentarismo, padre di tutti i populismi.

Alla fine voterò NO come testimonianza di anti grillismo e come al solito sarò tra i perdenti.

Che paranoia!

Tito Giraudo