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La Casa Museo Boschi di Stefano a Milano ospita dal 5 al 10 settembre, in occasione della Milano Design Week 2021, la mostra “Sono Tazza di te”, un allestimento a cura di Anty Pansera e Patrizia Sacchi, che propone oltre 80 tazze firmate da donne progettiste, designer, artigiane, artiste, architette provenienti da ogni regione d’Italia e dall’estero, Israele, Spagna, Svizzere. Culture e generazioni che s’incontrano e si confrontano in un gioco d’ispirazioni e fantasia. Una selezione frutto di una open call con più di 300 candidature arrivate, 216 quelle selezionate dall’Associazione DcomeDesign e 65 i progetti scelti per la mostra, cui si sono aggiunte 14 ospiti speciali quali Alessandra Baldereschi, Gabriella Benedini, Annalisa Cocco, Caterina Crepax, Laura Fiaschi (GUMDESIGN), Daniela Gerini, Silvia Levenson, Chiara Lorenzetti, Antonella Ravagli, Elena Salmistraro, Marta Sansoni, Annarita Serra, Sabrina Sguanci, Angela Simone.

Ogni creativa ha strappato l’oggetto quotidiano dal suo essere e l’ha trasformato in opera d’arte. Privato della funzione caratteristica, ma perfettamente riconoscibile, è stato investito di un nuovo significato del tutto soggettivo. Ogni opera si è trasformata in un amplificatore di messaggi, uno strumento originale capace di condensare infinte allusioni e continui rimandi, che spesso hanno trovato l’incipit nei titoli, spiazzanti e ironici, giocati su doppi sensi o tesi sul filo della suggestione evocativa delle parole, come Mi sono bevuta il cervello, Stasera esco!,Genderbell, Chinon della vanità.

Sono stati utilizzati differenti tipi di materiali: dalla ceramica, al vetro, dal mosaico a differenti tipi di carte, e poi argento, acciaio, marmi e tessuti, plastiche e materiali di riciclo, impiegati in forme e tecniche diverse, compreso l’uso della stampante 3D. Pezzi decorativi diventati unici non solo perché rappresentano la creatività dell’artista ma perché acquistano un’emblematicità prima non posseduta, valori e conte­nuti prima sconosciuti.

La tazza PISCIS, ad esempio nasce dall’incontro sinergico tra Anna Fresa e Antonella Venezia, entrambe napoletane, accomunate dalla passione per la geometria. L’opera rimanda a miti e simboli antichi, al Sacro Graal e alla vesica piscis, una figura ogivale conosciuta in India, nell’antica Mesopotamia, in Africa e nelle civiltà asiatiche, e poi passata nel Cristianesimo come un riferimento a Cristo, una sorta di forma archetipa del pesce in cui la rielaborazione dell’inconsueta presa  stempera con vivacità il simbolismo sacro.

Una rassegna curiosa, affascinante della passione e dello spirito geniale che caratterizza l’estro femminile, un appuntamento con l’Arte e con la solidarietà.  Al termine dell’esposizione, infatti, le tazze delle 14 special guest saranno battute all’asta da Jean Blanchaert a favore della Fondazione Arché con l’obiettivo di organizzare e sviluppare un laboratorio di decorazione ceramica, aperto alle donne del territorio, a cura dell’Associazione Impronte di Nova Milanese.  Arte che unisce, che asseconda e sostiene in nome della bellezza e del rispetto di un quotidiano spesso difficile.