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Mentre il mondo economico è fortemente preoccupato per l’impatto della pandemia ed interi settori  rischiano di chiudere o per lo meno di vedere ridotte in modo consistente le loro prospettive, non si può trascurare il fatto che esistono – fortunatamente per loro – altri segmenti della società che hanno difeso bene il loro utile, ed in alcuni casi sono riusciti ad incrementarlo anche di molto. Se pensiamo ai negozi di abbigliamento che falliscono, bar e ristoranti che non riusciranno più a riaprire, come pure la agenzie di viaggio, le società di autolinee che licenziano gli autisti, le palestre chiuse da tempo ..ecc… il panorama appare angosciante- Secondo la società di consulenza globale Simon Kucher il 58 per cento dell’economia mondiale  è a rischio a seguito di questa pandemia. Tuttavia esistono settori che invece stanno superando bene le ondate del virus. In primis il settore farmaceutico e biotech sia per la produzione dei vaccini, sia per la produzione e distribuzione del presidi farmaceutici (sanificatori, disinfettanti, gel, saponi, guanti in gomma) , sino alle farmacie che hanno visto un continuo flusso di clientela. Poi l’industria delle mascherine, letteralmente esplosa da zero, con speculazioni fortissime nei primi mesi di pandemia che devono aver prodotto consistenti utili a certi produttori. Anche le aziende produttrici di termocamere per la misurazione della febbre ed i saturimetri con vendite esplose in questi mesi. Citiamo anche le piattaforme digitali specializzate in videoconferenze, ma in generale tutti gli strumenti digitali ed informatici, sempre più utilizzati in questo periodo, stante la necessità di continuare a lavorare da casa, senza recarsi sui luoghi di lavoro. Quindi il settore dell’ e-commerce, enormemente aumentato grazie al maggior numero di persone che scelgono di comprare on line per evidenti misure di tutela fisica. Le società produttrici di video giochi (Microsoft, Nintendo, Sony) hanno incrementato moltissimo le vendite, come pure quelle di intrattenimento in streaming tipo Netflix. Incrementi nelle vendite sono registrate anche nelle macchine da caffè e nelle cialde, visto che si sta a casa e si lavora da casa. Ancora le vendite di attrezzi da fitness incrementate per l’impossibilità di frequentare le palestre. Ricordiamo ancora le società di delivery, che hanno conosciuto uno sviluppo impensabile grazie alla pandemia; tutto ciò mentre bar e ristoranti falliscono….. Aumenti nelle vendite si registrano anche in diversi settori dell’alimentare , anche perché sono rimasti sempre aperti ed operativi, in qualche modo favoriti anche dalla chiusura di bar e ristoranti. Potremmo citare ancora altri segmenti economici favoriti dal Covid 19, ma ciò che mi preme sottolineare è che, a fronte di un’economia nazionale che ha chiuso il 2020 con la più grossa batosta dalla fine del secondo conflitto mondiale ( PIL diminuito del 9 per cento) , alcuni operatori economici hanno notevolmente incrementato i loro utili. Ecco allora che si pone un problema di giustizia sociale: applicare una “ EXCESS PROFIT TAX” alle imprese che nell’anno della pandemia hanno moltiplicato i guadagni. Un tassa simile fu applicata negli USA dopo la prima guerra mondiale ed ebbe Keynes tra i fautori. Una aliquota straordinaria dunque  per colpire gli utili guadagnati mentre il resto delle aziende soffrivano moltissimo e spesso chiudevano. Magari destinando l’incasso di tale tassa ai ristori a favore di tutte le categorie colpite dalla pandemia.  Ecco perché parlo di giustizia sociale Invece di terrorizzare tanti italiani con minacce di patrimoniale, sempre difficile da realizzare e spesso controproducente, forse si potrebbe iniziare a tassare gli utili causati da un virus che ha già ucciso oltre 110.000 italiani e distrutto migliaia di attività economiche. Ma una destra populista e una sinistra che pensa a dare i voto ai sedicenni …….non mi sembrano in grado di elaborare soluzioni di autentica giustizia sociale.

GIANPIERO AURELI