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A seguire questa volta, più che una recensione, trasmetto a voi lettori la mia postfazione ad un romanzo uscito in queste ultime settimane e che ho apprezzato perché ci fa entrare in stretto contatto con aspetti della nostra società e del mondo in cui viviamo, raccontati dall’autrice in modo accattivante e coinvolgente. Una polifonia di ritratti, figure molto diverse tra di loro, eppure  fortemente complementari, si intrecciano in una danza dal ritmo ben calibrato nel nuovo romanzo “Uno squillo per Joséphine” di Emanuela Esposito Amato in cui ancora una volta l’autrice, come nelle sue precedenti produzioni, si conferma attenta conoscitrice dell’animo umano, di cui sonda le pieghe più profonde del sentire e dei comportamenti. Ritengo che  la forza di questo volume stia nella capacità della scrittrice di rappresentare tipologie espressione dei nostri tempi, perché in ognuno dei suoi personaggi si rispecchiano caratteristiche e comportamenti propri del vivere oggi e che rendono quindi l’intreccio, abilmente costruito da Emanuela Esposito Amato, di particolare presa sul lettore. Si avverte un ritmo che in alcuni momenti scivola in un piano più lento e dall’andamento tranquillo, per poi cedere il passo ad improvvise accelerazioni che aprono nuovi orizzonti e colpi di scena. Il lettore finisce inevitabilmente col sentirsi parte della storia, da cui viene catturato proprio per gli inattesi risvolti che di volta in volta si aprono sullo sfondo di scenari molto attuali e descritti con minuzia di particolari, cosa questa che rende la vicenda quanto mai realistica ed avvincente. Originale la tecnica, già sperimentata dall’autrice nel suo precedente romanzo, del doppio io narrante, che crea movimento a tutta la narrazione, suscitando a volte un’amara riflessione per la difficoltà delle figure di mettersi a nudo ed essere veramente sé stesse. Ognuna di loro filtrata spesso dietro schemi talvolta convenzionali, e proprio per questo ingombranti, perché d’impedimento al libero fluire del proprio sentire. E soltanto quando, in circostanze imprevedibili, ma costruite dall’autrice con acume e lungimiranza, i vari protagonisti della storia riescono finalmente ad abbandonarsi ai propri sentimenti e alle proprie più intime aspirazioni, si ha quella svolta attesa, ma non ben riconosciuta, sin dall’inizio del racconto e che porta alla composizione di quel puzzle di situazioni e di scelte in cui finalmente si dipana, quasi per magia, tutto il filo della trama ed ecco quindi che ognuno assume il proprio ruolo più adeguato, svelando tutti quegli aspetti nascosti che diventano invece, alla fine della vicenda, la risposta precisa al perché di ogni passaggio, e certamente nella storia raccontata dalla scrittrice con penna agile e scorrevole, le tessere del mosaico s’incastrano alla perfezione tanto da poter affermare, quindi, con convinzione che nella vita…nulla succede per caso!

(ANNELLA  PRISCO)

Emanuela Esposito Amato: “Uno squillo per Josephine”

Guida Editori – pag. 318 – costo euro 14,00