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Non se ne può più di chiacchiere a ruota libera, di esperti da bar sport che imperversano h 24 nei social e nei media. Tutti sanno tutto dei vaccini, si discute se è migliore quello al 95% o quello al 94,5%, ma tutti lo aspettano come la salvezza, senza se e senza ma. Politici e cittadini vogliono ascoltare parole sicure e definitive, rassicuranti, da parte degli scienziati, considerati depositari della verità. La Scienza dunque come l’assoluto che drena finanziamenti su finanziamenti alimentando così il suo valore dogmatico, l’ipse dixit che blocca ogni pur timida richiesta di informazioni, chiarimenti. La critica costruttiva, che pure è l’essenza del metodo galileano, fatto di sperimentazioni, prove e riprove, è considerata però un delitto di lesa maestà. Anche quando uno degli esperti più visibili, come il prof. Crisanti, diventa oggetto di ironie e derisione perché, a richiesta se si vaccinerà appena sarà pronto quello della Pfizer, si parla ormai di pochi mesi, afferma che per sé ed i figli aspetterebbe un po’ perché vorrebbe saperne di più. È la risposta del buon padre di famiglia che prima di iniettare una sostanza nel corpo dei propri cari vorrebbe conoscerne le eventuali criticità, da studioso sa bene quali sono i problemi. E non ha tutti i torti perché quelli che seguono sono i fatti, i dati concreti su cui riflettere, se non vogliamo che il rimedio diventi causa di problemi più gravi. È ovvio che le aziende del settore, avendo investito molti soldi nella ricerca, hanno tutto l’interesse a rientrare dei capitali investiti, cercando di vendere i propri prodotti, e miliardi di dosi in poco tempo sono un affare da non trascurare.

I DATI DEL VACCINO PFIZER

Pfizer: “I dati saranno messi a disposizione [dei ricercatori che li chiederanno] 24 mesi dopo la conclusione dello studio” a certe condizioni:

1) tra i ricercatori ci deve essere uno statistico

2) i dati non potranno essere usati in tribunale.

Secondo i documenti di registrazione, il completamento del trial è previsto per l’11 dicembre 2022.Quindi, i dati grezzi saranno disponibili a partire dall’11 dicembre 2024. Probabilmente il vaccino sarà già stato somministrato a miliardi di persone. Quindi, quando Crisanti chiede prima di vaccinarsi di vedere i dati grezzi, sta parlando non dei dati medi o aggregati, bensì di quelli appunto grezzi, quelli che servono ai ricercatori per calcolare l’efficacia del vaccino e che saranno disponibili solo nel 2025. Durante un’altra pandemia, l’influenza suina h1n1, per rispondere all’emergenza, i governi accumularono scorte di Tamiflu, un farmaco anti-influenzale della Roche. Funzionava? Era quello che volevano verificare Tom Jefferson e Peter Doshi nel 2009. OMS e Agenzia europea del farmaco lo avevano approvato senza vedere i dati grezzi sul Tamiflu. I ricercatori li chiesero alla Roche. Roche aspettò 4 anni prima di renderli pubblici. Nel 2013 spedì 150 mila pagine di dati a Jefferson e Doshi, che scoprirono che il Tamiflu non era efficace come sembrava e aveva tanti effetti collaterali. L’Oms declassò il farmaco. Ma ormai era tardi. I governi avevano ormai fatto scorta di Tamiflu. L’Italia ne comprò 6 milioni di confezioni. Il farmaco ha portato alla Roche circa 18 miliardi di dollari di ricavi. Si calcola che la metà derivarono dalle vendite legate alla pandemia di h1n1. https://academic.oup.com/jpubhealth/article/40/3/646/4079911 ACADEMIC.OUP.COM

Pharmaceutical lobbying and pandemic stockpiling of Tamiflu: a qualitative study of arguments and tactics

https://www.facebook.com/1575860640/posts/10221896301228100/?d=n