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21 anni fa,  ero a colloquio con Silvio Berlusconi. Entra sconvolta la infaticabile, inimitabile, straordinaria Marinella Brambilla e con fonemi strozzati ci comunica: “E’ morto Craxi”. Senza dire una sola parola io e Silvio ci abbracciammo, senza poter frenare le lacrime. Per noi, oltre che lo Statista, era come uno di famiglia, caro, carissimo, insostituibile. Oltre alla stima, avevamo voluto tanto bene a quel grande uomo, talora burbero, sempre dal cuore buono. Piangemmo a lungo, abbracciati, sino ad inumidire le giacche. La vera amicizia si coniuga anche col dolore.