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Non sono mai stato un grande appassionato di questo gioco, ma ho gioito per la vittoria della nazionale italiana agli ultimi europei. Vittoria sofferta, arrivata ai rigori, come sempre una grande emozione, ma anche un terno al lotto. Che pone qualche perplessità sui risultati di questo sport, spesso accompagnato da accesissime polemiche, per esiti ottenuti sul filo di lana. La finale di un torneo così importante e seguito, dopo 120 minuti di gioco, si decide grazie ad una piccola porzione del gioco stesso, che ricorda una roulette russa. Per il pubblico grandi emozioni sicuramente, ma non viene almeno in parte snaturato uno sport in cui tanto ci si impegna per allenamento, formazione della squadra, affiatamento (team building), schemi di gioco? È come se alla finale del mondiale di scacchi, i due campioni rimasti, avendo pattato, si giocassero lo spareggio a dadi. Non è così: in alcuni casi si continua con incontri più rapidi, in altri si valuta uno spareggio tecnico, ossia è vincitore quello che ha affrontato avversari più ostici, che si sono classificati più in alto nel torneo.

Altri sport adottano concetti simili. Nel pugilato, quando la vittoria non è netta per knock out, si valutano i punti assegnati, per i colpi dati durante tutto l’incontro. Nel tennis il set è assegnato al giocatore che ha due punti in più rispetto all’avversario, in modo che la vittoria sia più marcata e non frutto di una semplice svista o di un banale errore. Discorso analogo nel volley, non si assegna un set con un solo punto di scarto: figuriamoci una coppa del mondo! Anche nel calcio la vittoria sarebbe meno aleatoria se il vantaggio richiesto ai rigori fosse di almeno due punti.

Noto spesso, inoltre, che il pubblico si distrae durante la partita: per molti è più un partecipare collettivo alla festa, che seguire realmente. Come dargli torto, in 90 minuti, se non 120, le azioni importanti si contano sulle dita di una mano, il resto procede alquanto fiaccamente. Ricorda la Prima Guerra Mondiale, nonostante l’impegno ed il sacrificio costanti, i veri punti di svolta furono concentrati in pochissimi momenti. Mi sono sempre chiesto cosa ne faccia un sport così popolare in tutto il mondo. Probabilmente la facilità di immedesimazione: chiunque, anche il bambino più sfortunato, della più misera favela, può, scalzo, prendere a calci una bottiglia di plastica e confrontarsi con gli altri; mentre avrebbe ben più difficoltà ad emulare anche solo il basket o il rugby.

Mi sorge quindi spontanea la domanda: non sarebbe fattibile modificare le regole di spareggio, togliendo i famigerati calci di rigore ed attribuendo la vittoria a qualche punteggio tecnico? Il calcio è già pieno di statistiche, dal possesso palla, al numero di azioni, ai tiri in porta. Non si potrebbe creare un punteggio, visibile durante la partita, che evidenzi chi è in vantaggio, quando i gol sono in numero pari? Questo avrebbe anche l’effetto di stimolare le squadre ad essere più dinamiche, durante i novanta minuti, a beneficio tanto del gioco, quanto della spettacolarità. È sempre un po’ triste vedere squadre forti che si portano in vantaggio durante il primo tempo e, per non rischiare, si chiudono in difesa, sperando di mantenere il modesto risultato di 1-0 fino alla fine.