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Chabod e l’idea di Nazione oggi a 120 dalla nascita, di Pier Franco Quaglieni

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Federico Chabod  e’ stato uno dei più grandi storici italiani a cavallo fra la prima e la seconda parte del secolo scorso. Purtroppo appare in tutta evidenza che uno dei suoi maggiori insegnamenti, quello relativo all’idea di Nazione, è stato dimenticato. Il regionalismo divisivo nato dalla pandemia sarebbe una scelta che il Maestro  non avrebbe mai accolto  ed approvato. Chabod raccolse in un libro le lezioni del corso universitario tenuto nel 1943/ 1944 a Milano durante la guerra in un momento storico  in cui nazismo e fascismo avevano rivelato il loro volto più estremo. Chabod che era nato ad Aosta (allora provincia di Torin ) nel 1901, aveva assistito di persona al dramma delle due guerre mondiali e sapeva assai bene che il nazionalismo – che era una patologia dell’idea di nazione risorgimentale –  aveva scatenato per due volte in un secolo conflitti che avevano devastato l’Europa e per la prima volta  coinvolto il mondo. Lo storico ci indicava un’idea di Nazione nel rispetto delle altre nazioni. Un’idea di Patria che rispetta i valori nazionali e le radici storiche identitarie, ma non gli estremismi nazionalistici, così come rifiuta le spinte regionaliste  verso il separatismo pericolosamente  presenti nell’Italia del 1945. L’anno precedente, Chabod partecipò alla redazione della Carta di Chivasso sulle autonomie locali, una scelta importante e poco nota, che egli  condivise solo parzialmente. E’ lo stesso Chabod che, sia pure in maniera diversa dal manifesto di Ventotene in cui la mano del comunista Spinelli prese il sopravvento su quella di Rossi e di Colorni, parlò di idea d’ Europa, indicandoci una visione non miope e gretta dei confini nazionali. Con il Covid la prima cosa che abbiamo visto  un anno fa è stata la chiusura dei confini nazionali e il  colpevole ritardo di  una vera  collaborazione europea ed internazionale per coordinare la guerra al virus . Inoltre assistiamo da tempo   a tentativi di chiusure sovraniste  che sono una versione aggiornata del nazionalismo novecentesco , ma non meno letale per la democrazia liberale. La grande lezione di Chabod fu all’insegna di un equilibrio tra idea di Nazione e idea di Europa, corazzato di  un’autentica cultura storica . Egli fu infatti anche  un patriota che difese dalle pretese francesi la sua Valle d’Aosta dove aveva combattuto da partigiano e di cui fu il primo Presidente del  Consiglio regionale. La sua visione nazionale ed europea rappresenta un grande motivo di riflessione che resta più che mai attuale proprio perché disatteso .Chabod si era formato a Torino alla scuola di Pietro Egidi con cui discusse  una tesi sul Machiavelli, ma aveva subito scelto di andare  a studiare a Berlino in una visione molto ampia del sapere storico che in quei tempi era rara . I suoi studi sulla politica estera italiana confermeranno questa apertura che fu l’elemento distintivo della sua vita di studioso senza frontiere. Fu tra i pochi della sua generazione a non essere un  gobettiano, come lo fu il suo compagno di scuola Natalino Sapegno, anche se seppe dello straordinario giovane torinese cogliere la necessità di non restare sotto la Mole, ma di aprirsi alla cultura internazionale. Era  coetaneo di Gobetti e l’elemento che congiunse i due intellettuali fu il rapporto con Gaetano Salvemini che Chabod aiutò a riparare all’estero  nel 1925 attraverso il Piccolo San Bernardo. La sua lezione ha avuto un prolungamento per anni a Torino dove Luigi Firpo, in pieno ’68, imponeva coraggiosamente ai suoi  studenti  la lettura di Chabod, un’alternativa alle utopie  ideologiche di quegli anni. Io mi formai a quella scuola nel campo della metodologia storica ,studiando su Chabod, evitando le vulgate marxiste  allora egemoni. Solo l’Istituto italiano per gli studi storici fondato a Napoli da Croce e diretto da Chabod fino alla sua morte immatura nel 1960, restò e resta a presidiare  quel metodo storico che tanta parte ha avuto nella migliore storiografia  successiva, da Romeo a De Felice, allievi dell’istituto napoletano  e dello stesso Chabod. 


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4 Maggio 2021/da user-pannunzio
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