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I liberali sono sempre attenti alla difesa della libertà di riunione sancita dalla Costituzione ma sono anche attenti al rispetto della legalità. Sono inoltre attenti all’uso dei decreti legge che è diventato la norma e non l’eccezione. Ciò premesso, non va confusa la libertà con la illegalità. La libertà è sempre libertà responsabile oppure si trasforma in licenza anarcoide. In questo senso, come ha evidenziato anche Bonaccini , governatore dell’Emilia – Romagna, io ritengo che ogni illegalità , di qualsiasi natura, vada punita e ogni occupazione abusiva vada sanzionata penalmente a tutela dei diritti dei cittadini. Anche l’interruzione del pubblico servizio nelle scuole  è un reato da sempre, anche se  è stato colpevolmente tollerato dal ‘68 in poi. Perciò non sono pregiudizialmente contrario al decreto legge anti rave. In tutti i paesi europei limitrofi il rave è vietato ed è per questo che l’Italia è  scelta come luogo ideale per queste “feste“ in cui la droga e l’alcool sono i protagonisti. Il decreto andrebbe scritto meglio e durante  la riconversione parlamentare ci sarà modo di migliorarlo. Ma in esso non c’è nulla di liberticida o di anticostituzionale, come dimostra anche l’immediata firma al decreto del presidente Mattarella che viene offeso da chi parla di liberticidio. Mai Mattarella si renderebbe colpevole di un simile atto che si configurerebbe come alto tradimento della Costituzione. Sul fatto che in Italia vada ripristinata la legalità solo i Saviano e gli Erri De Luca e qualche sciocco radical chic non sono d’accordo. Sono quelli del no Tav che hanno fatto della Valle di Susa un luogo di violenza sistematica. Forse il decreto potrebbe offrire l’occasione per colpire chi è responsabile da anni  di una vera e propria guerriglia. Chi si ostina a restare titolare del proprio cervello non può accodarsi al solito culturame che tanto danno ha creato all’Italia e alla sua stessa immagine anche all’estero.