La signora Alessandra Matteuzzi viene uccisa a martellate da tale Giovanni Padovani. La povera Alessandra aveva pur denunciato le persecuzioni da parte di Giovanni, ma la giustizia, si sa, è meno lesta degli assassini. Esaminiamo le giustificazioni prodotte dalla Procura di Bologna: 
«Noi abbiamo fatto tutto quello che si poteva fare». Così, l’esordio auto-assolutorio da fanciullini innocenti. Quindi, lo scarico di responsabilità verso la vittima: « L’episodio che poi si è verificato è stato qualcosa di diverso e imprevedibile rispetto al contenuto della denuncia che, ripeto, rappresentava episodi di molestie, spesso via social. Non di violenza».  La colpa è, dunque, della distratta Alessandra, che omise di precisare che avrebbe potuto essere ammazzata a martellate. E’ probabile, però, che il rapporto dei Carabinieri alludesse proprio alla violenza, peccato, però, che «il rapporto… fosse atteso per fine agosto, un mese dopo la denuncia… perché alcune delle persone da interrogare erano in ferie...». Insomma, destino cinico e baro, se invece di luglio, la denuncia fosse partita ad aprile, la giustizia avrebbe fatto scudo col suo corpo in difesa della donna. La colpa, dunque, è sempre di Alessandra, vittima dei propri ritardi.