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Un padre e un figlio nel periodo saliente della loro vita.
“Il nostro novecento” è una biografia incrociata sulle vicende personali e politiche di Pietro: il padre e Tito: il figlio che è anche l’autore. Il primo socialismo fino alla marcia su Roma è il percorso di Pietro, il decennio dei mitici anni sessanta quello di Tito. L’autore ha romanzato la biografia del padre nella cui vita reale sono entrati personaggi che l’hanno fortemente influenzata: Mario Gioda il giornalista tipografo, prima anarchico poi interventista ed infine fondatore del Fascio torinese. Mussolini conosciuto nel periodo in cui era socialista massimalista, Gramsci, Togliatti e su tutti: Camillo Olivetti che gli cambierà la vita e che per lui sarà sempre il padre mai conosciuto. Di se, riporta con fedeltà e crudezza avvenimenti, personaggi, soprattutto comportamenti umani durante l’arco di un decennio che lo vede: operaio, sindacalista e dirigente di partito a Torino. Un libro che l’autore ha inizialmente scritto per i figli cercando di spiegare perché al crepuscolo dell’esistenza potendo trarre un bilancio delle esperienze del Novecento si possano prendere posizioni politiche apparentemente moderate, comunque anticonformiste rispetto al mondo della sinistra cui ha appartenuto.