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Collana Format

  1. Il volume sarà presentato mercoledì 12 febbraio 2020 alle ore 17,30 presso il Centro “Mario Pannunzio” (Via Maria Vittoria 35 H, Torino) da VALTER BOGGIONE, MAURO FERRARI, MARIO MARCHISIO, in dialogo con l’AUTORE, introdotti e coordinati da STEFANO MORELLI. Sarà gradita la vostra presenza.
  2. Loris Maria Marchetti, Latitudini fluttuanti. Poe-sie 1977-2017, con Appendice critica, pp. 222, € 20,00 ISBN 978-88-6679-212-3
    Loris Maria Marchetti (Villafranca Sabauda 1945), laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Torino alla scuola di Giovanni Getto, fin da studente ha lavorato nell’editoria giornalistica e libraria. Ha all’attivo una ventina di opere poetiche, spesso premiate (Premi “Torino”, “Bergamo-Cenacolo Orobico”, “Città di Moncalieri”, “Bottega di Poesia”, “La Serpe d’Oro”, ecc.; ultimo, nel 2018, il Premio “Marcel Proust” sezione Poesia), tre volumi di racconti (Premio letterario “Mario Pannunzio” 1988; Premio “Goffredo Parise” 2008 sezione Narrativa), un romanzo breve, raccolte di elzeviri e prose varie (. . .) Ha curato edizioni di Classici (Descartes, Pascoli, Nievo) e di Atti di convegni. Dal 1989 dirige la collana di letteratura “La linea d’ombra” per le Edizioni dell’Orso di Alessandria. Dal 2007 è condirettore degli Annali del Centro di Studi e Ricerche “Mario Pannunzio” di Torino. È componente del Comitato Scientifico della Fondazione “Bottari Lattes” di Monforte d’Alba fin dalla creazione (2009). Nel 2017 gli è stato attribuito il Premio “Francesco De Sanctis. Una vita per la cultura”.

    CARTELLA STAMPA
    puntoacapo Editrice
    di Cristina Daglio
    www. puntoacapo-editrice.com
    Via Vecchia Pozzolo 7B, 15060 Pasturana (AL) ITALY
    Telefono: 0143-75043
    P. IVA 02205710060 – C.F. DGLCST84A66F965K
    La notte, ancora
    Non è certo per amore
    che vezzeggiamo la notte
    con i suoi fantasmi e col suo buio,
    ne coltiviamo culti e riti
    e intensamente la viviamo…
    È invece la paura
    di sorprese e demonî che ci induce
    a non chiudere gli occhi
    ad attendere l’alba
    quando protetti dalla luce
    cederemo al riposo.
    La poesia di Loris Maria Marchetti ha l’agio superiore di un’eleganza fascinosa, che si manifesta su sfondi di laghi e di bene ordinate campagne, di ricorrenze e di feste canoniche, di interni caldi e sontuosi, fra compagnie elette e giovani, di raffinate musiche: coglie, cioè, le sue occasioni in spazi ben compartiti e sapientemente arredati, come per un vivere un poco distaccato, da grande «dilettante» di sensazioni e di esperienze. […] Ma, a ben vedere, tutte queste componenti, in realtà, vengono fuori dall’apparente distacco di Marchetti dal suo discorso e dai suoi motivi e dalle stesse forme in cui colloca situazioni, vicende, esperienze, momenti di vita: solo che la poetica della «decenza» le comprime sotto la lucida linearità di un’esposizione estremamente puntuale e attenta e precisa, che, per contrasto, deve, tuttavia, rilevare più efficacemente e sicuramente l’inquietudine, il sommovimento, il tragico che c’è sotto, e che costituisce l’autentica ragione genetica di questa poesia.
    (Giorgio Bárberi Squarotti)