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Nicola Lagioia, direttore del Salone del libro di Torino, è il vincitore del premio Lattes Grinzane Cavour, erede del vecchio premio di Giuliano Soria, passato dalle cronache mondane e letterarie a quelle giudiziarie per poi finire in carcere. Lagioia è certo anche uno scrittore importante e molto apprezzato in Piemonte , oltre a dirigere il Salone del Libro che ha stabilito con il  Premio di Monforte d’Alba uno stretto rapporto ,a tal punto che ci sarà una pre-inaugurazione  del Salone  promossa dal premio Lattes Grinzane. E’ tutto lecito , è persino bella la sinergia, sarebbe auspicabile che divenisse una regola ,invitando altri attori della vita culturale, riscoprendo la parola pluralismo che dal 2019 al Salone si è un po’ appannata per un episodio di esclusione improvvisa di un editore imposta da Regione e Città di Torino: una pagina da dimenticare. Ci complimentiamo con l’autore che ha vinto e con chi l’ha scelto. Ma l’opportunità e lo stile sono un’altra cosa, dicevano i nostri vecchi.