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Fra le tante azioni e attenzioni necessarie, un’Amministrazione pubblica deve occuparsi di promuovere, oltre la cultura, anche la bellezza, per contribuire ad aumentare il senso di benessere della comunità e di appartenenza felice.

La Biblioteca “Arduino” di Moncalieri (Torino) possiede un’importante collezione di opere d’arte visiva, nata da un’idea dell’Amministrazione civica che nel 1995, coinvolse gli artisti del territorio, e non solo, alcuni noti a livello internazionale, chiedendo loro di donare un’opera a testimonianza della vivacità artistica della Città. Si diede così origine a un’operazione di arte pubblica che ha incontrato, negli anni, il favore di molti artisti.

Oggi l’elemento distintivo della Biblioteca è la sua collezione di opere d’arte: installazioni, sculture, dipinti costituiscono una parte integrante del patrimonio della Biblioteca, e quindi della Città di Moncalieri.

Una raccolta d’arte pubblica per far dialogare le arti visive con i libri, così oggi alle bellezze architettoniche e artistiche della città medievale e barocca, ai palazzi nobiliari, agli edifici religiosi, si affianca l’arte contemporanea.

A un quarto di secolo dall’inaugurazione della Biblioteca nei locali dell’ex fabbrica di fiammiferi Saffa, si è scelto di vivificare la raccolta d’arte, rendendola davvero fruibile a tutti mediante una ricollocazione delle opere attraverso un’importante rilettura critica (a cura di Silvana Nota), nelle sale recentemente rinnovate.

Il progetto di riordino presenta il nuovo concept di allestimento che ha armonizzato e reso stilisticamente unitarie le nuove sezioni, innestandole sulle precedenti, e sulla rinnovata riqualificazione delle Sale per l’utenza.

Così, dalle incisioni del grande artista piemontese Tino Aime alla collezione di “Libri d’Artista”, ai tanti percorsi interpretativi che la ricchezza della collezione consente (siano esempi di scultura neoclassica, di installazioni d’avanguardia, di esperienze locali) la Biblioteca è sempre più uno spazio interculturale.

È un programma di revisione sostanziale per consentire una più ampia fruizione del patrimonio artistico, a favore dei lettori e di chiunque abbia la curiosità di scoprire un nuovo modo di approcciarsi all’arte visiva.

Il percorso nel suo insieme esprime il concetto fondante: pluralità di linguaggi al fine di leggere lo scenario dell’arte contemporanea nelle sue diverse sfaccettature, ma soprattutto arte a disposizione di tutti, comunicata con l’ausilio di schede e di supporti consultabili in biblioteca e on line.

Non soltanto: di recente gli artisti si sono uniti nella produzione della magnifica opera collettiva “Cuori Condivisi”, dedicata alle vittime del Covid-19

Perché, come scrive Antonella Agnoli, “la cultura ha bisogno di infrastrutture che allarghino lo spazio mentale dei cittadini, la loro capacità di accedere a esperienze ricche e complesse, favorendo la partecipazione culturale e politica. Si sfugge alla rovina economica e sociale solo costruendo una società che pensa e che ama pensare. Occorre riorientare le scelte culturali pubbliche e private verso il futuro, se vogliamo evitare la disgregazione sociale e la marginalizzazione economica del Paese”. Oggi più che mai.