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“Bambini prendete il foglio, oggi compito in classe”! Era l’inizio degli anni ’70, il decennio si stava affacciando con il suo carico di domeniche dell’austerity, Gheddafi scacciava gli Italiani dalla Libia, nascevano i Queen e Pinochet instaurava la dittatura cilena e noi baby boomer di un paesone del Tavoliere delle Puglie, obbedienti e silenziosi, prendevamo il foglio dalla cartella e la penna e aspettavamo la dettatura del titolo, una volta fu: “come ho trascorso il fine settimana”. Quello era il momento della giornata scolastica che prediligevo, adoravo scrivere e raccontare pensieri e scoperte e le quattro facciate del grande protocollo diviso a metà, non sempre bastavano. Nei giorni precedenti ero stata a Roma con la famiglia e i miei genitori mi avevano portata a visitare il grande zoo della Capitale, dove vidi tanti animali, che sino ad allora avevo trovato solo nei libri illustrati che divoravo. Così raccontai degli gnu, le grandi antilopi africane, piuttosto brutte devo dire, di cui mi faceva ridere il nome buffo; quando la maestra Lucia mi disse che non esistevano, che ero una bambina bugiarda e millantatrice, mi inalberai sostenendo che li avevo visti e che era lei a non conoscerne l’esistenza. Così rimediai un ceffone, che oggi provocherebbe denunce e sospensioni e passai il resto della lezione dietro la lavagna. Non a tutti i compagni di classe piaceva fare il tema d’Italiano e molti di loro faticavano a concordare genere e numero dei nomi, per non parlare di una misconosciuta consecutio temporum, che gli faceva scrivere tempi verbali improbabili. Perché racconto questi episodi? Perché è di qualche settimana fa la petizione di alcune decine di migliaia di studenti al ministro Bianchi, per eliminare anche dall’esame di maturità 2022 la prova scritta di lingua, sospesa nell’ultimo anno scolastico causa pandemia da Covid 19; addirittura c’è chi chiede di eliminarla definitivamente dalle prove dell’Esame di Stato. Fortunatamente l’insana proposta ha sollevato un vero e proprio movimento di intellettuali, che a gran voce stanno chiedendo di non perpetrare questo abominio. Mi associo caldamente alla mozione, perché se quelli della mia generazione, di quelle precedenti e ancora di qualcuna di quelle successive, sono in grado di scrivere un articolo come questo, lo devono a schiere di volenterose maestre e maestri, che con una implacabile matita rossa hanno sottolineato errori di accenti, plurali, ausiliari e punteggiatura. Cosa ne sarebbe del punto e virgola, degli incisi e delle proposizioni subordinate, se non lo avessero fatto? Vogliamo parlare dei congiuntivi e dei condizionali? Stiamo da tempo assistendo all’imbarbarimento di questa nostra bella lingua, i ragazzi non devono quasi più, sin dalla scuola primaria, sostenere interrogazioni orali, infatti molti di loro non sono in grado di parlare a braccio o tenere un’esposizione, se poi eliminiamo anche il tema di lingua, che ne sarà di loro? Guardate, parlo con cognizione di causa perché insegno presso UNITO – Corso di Laurea in Scienze Biologiche e Magistrale di Scienze della Nutrizione Umana e vi garantisco che i ragazzi sono in serissime difficoltà con l’elaborazione delle tesi. Spesso mi tocca riguardarle non solo dal punto di vista tecnico ma sintattico, grammaticale e linguistico. Insomma noi che apparteniamo a quelle generazioni di scolari con grembiule e fiocco al collo, a cui le maestre tiravano le orecchie se sbagliavamo la coniugazione di un imperfetto, cerchiamo di creare un movimento controcorrente, per contenere questo declino inesorabile e cerchiamo di tramandare alle generazioni future la voglia e il piacere di appuntare sulla carta pensieri e opinioni, ci ringrazieranno, ne sono certa!