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Vigilia della premiazione del  PREMIO D’ECCELLENZA “CITTA’ DEL GALATEO” 2021 che il 14 ottobre a Roma, presso la Dante Alighieri, Sala del Primaticcio, assegnerà a un folto numero di personalità italiane e straniere i riconoscimenti decisi dal Comitato scientifico composto da Annella Prisco, Aida Abdullaeva, Claudia Piccinno, Federico Gentilini, Fiorella Franchini, Marilisa Palazzone, Goffredo Palmerini, Regina Resta  presidente dell’Associazione promotrice Verbumlandiart), Roberto Sciarrone, direttore rivista Verbum Press. Sergio Camellini , Stanislao Liberatore e Tiziana Grassi. Il Premio, dedicato ad Antonio De Ferrariis, insigne umanista del XV secolo, ha l’obiettivo di valorizzare le Eccellenze italiane e straniere per le doti, i pregi e le peculiarità che si identificano nei valori del merito e del talento. Antonio De Ferrariis nacque nel 1444 a Galatone, in provincia di Lecce, Studiò con particolare interesse la letteratura greca e latina, poi la filosofia antica, la geografia e la medicina. Intorno al 1465 si recò a Napoli, per approfondire gli studi umanistici e apprendere l’arte medica. Verso il 1470 fu ammesso all’Accademia napoletana e qui intrecciò amicizia e lavoro col Pontano, il Cariteo; poi Paolo e Giovanni Attaldi, Teodoro Gaza, il Panormita, il Sannazaro, Galeazzo e anche Giovan Francesco Caracciolo, Giovanni Pardo e fra’ Roberto da Lecce. La scelta tiene presente i valori dell’Umanesimo inteso come riconoscimento dei valori morali e sociali dell’uomo, del suo ruolo intellettuale e nella comunità. La realizzazione dell’essere umano avviene infatti nella vita civile, in nome del rispetto e del progresso. Il premio città del Galateo ha fatto suoi i principi umanistici di “estraneità ad ogni ortodossia» e la sua «opposizione a qualunque rivendicazione di primati filosofici o religiosi, nella persuasione che in ogni autentica ricerca ci sia una scintilla di verità”. Premiati, dunque, i rappresentanti di svariate categorie del sapere e del fare, riconoscimenti d’eccellenza a:

OTABEK AKBAROV – Ambasciatore della Repubblica di Uzbekistan in Italia; FRANCESCO SABATINI – Linguista, Presidente emerito Accademia della Crusca; FRANCESCO MERCADANTE – Linguista, Presidente Libero Sindacato degli Scrittori; PIERFRANCO BRUNI – Scrittore e archeologo;  DANTE MAFFIA – Poeta, romanziere e saggista; ORAZIO ANTONIO BOLOGNA – Filologo e poeta; ENZO BACCA – poeta e drammaturgo; HAFEZ HAIDAR – Scrittore, poeta,  candidato Premio Nobel per la Pace; per il DIALOGO INTERRELIGIOSO, LISA PALMIERI-BILLIG – Rappresentante in Italia e di collegamento presso la Santa Sede dell’American Jewish Committee; per l’AVVOCATURA, gli avvocati PIERLUIGI CONGEDO  e ANGELO LUCARELLA, per il CINEMA i registi PUPI e ANTONIO AVATI e RENZO ROSSELLINI; per il GIORNALISMO TELEVISIVO, FRANCESCO GIORGINO, BENEDETTA RINALDI, ANDREA PURGATORI, VANIA DE LUCA; premio per la Giustizia e solidarietà a NICODEMO GENTILE, presidente associazione Penelope Italia, per la CULTURA RELIGIOSA a ANNA MONIA ALFIERI – Religiosa delle Marcelline, esperta in sistemi di alta formazione e a JEAN MARIE GERVAIS – Presidente Tota Pulchra e prefetto Capitolo vaticano. I premi per la narrativa andranno a NADIA TERRANOVA e GABRIELLA IZZI-BENEDETTI; per la SAGGISTICA STORICA E DI INFORMAZIONE a STEFANO ANDREOTTI, per la STORIA gli storici GIUSEPPE CARLO MARINO e MARCO PATRICELLI. Per la MEDICINA, premiato il medico infettivologo FRANCESCO RICCI; per la SOCIOLOGIA PIETRO ZOCCONALI, Presidente ANS – Associazione Nazionale Sociologi, per la PEDAGOGIA GIUSY NEGRO; per lo SVILUPPO SOSTENIBILE, l’economista FRANCESCO LENOCI. Riconoscimenti alla musicista e compositrice CINZIA TEDESCO, al critico d’arte MAURIZIO VITIELLO, agli artisti BRUNO DI PIETRO e GAETANO PORCASI; per la MODA, alle stiliste ANNA FENDI ed ELEONORA ALTAMORE.

Un elogio al loro operato in campo professionale e culturale e, soprattutto un invito alla riflessione, quasi un suggerimento morale in questo tempo di grandi cambiamenti, di incertezza, di imprevedibilità a “Ri-vedere, ripensare, ri-nascere. Ed è curioso constatare – ha affermato Marino Mengozzi –  che un simile monito, in un tempo nel quale tutto appare soverchiato dalla preoccupazione economica, ci è pervenuto dal Nobel per l’Economia James Heckman (“L’istruzione e le competenze umane sono fattori che maggiormente influenzano la produttività, sia nel campo del lavoro sia nella società”), dalla sociologa Martha Nussbaum (“Le democrazie hanno bisogno di una cultura umanistica”) e dal grande sociologo polacco Zygmunt Bauman (si può uscire dalla crisi promuovendo stili di vita sobri e scommettendo su un “nuovo umanesimo” basato sulla cooperazione e sulla sussidiarietà)”.

Una manifestazione che, insieme alle altre promosse dall’associazione Verbumlandiart,  si distingue per l’alto profilo artistico culturale e si distacca dalle numerose iniziative di natura commerciale perché nasce dal desiderio di valorizzare il patrimonio intellettuale, imprenditoriale e artistico italiano, di dare un contributo alla promozione e allo sviluppo della ricerca creativa, volendo essere un momento di riflessione e di confronto tra artisti, critici, addetti ai lavori e pubblico, nell’ottica di un proficuo scambio di saperi e abilità. Un premio culturale, oggi, deve essere soprattutto un’occasione di consapevolezza di fronte a mutamenti culturali, sociali, ambientali, per cambiare strutture di pensiero inadeguate e, al tempo stesso, ribadire quali sono i valori morali, i princìpi che regolano la vita associata, tutto ciò che, inequivocabilmente, debba essere “umano”.