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Per quanti chiedono abiure a Giorgia Meloni e non avessero letto il mio “Carnefici e vittime/I crimini del Pci in Unione sovietica”, Mondadori, Milano, 2008, ristampato sino al 2013, ricordo l’emblematica vicenda del comunista Ugo Citterio.

Ugo, pur essendo affetto da tisi – il PCd’I lo mandò in un sanatorio di Mosca nel 1935 – essendo un antifascista totale e testardo, nel 1937, volle andare a combattere in Spagna, per uccidere più franchisti possibili. Combatté da valoroso e rimase ferito in battaglia.

Riparò in Francia dove rimase sino al 1939.

Tornò, dunque, in Unione sovietica, patto Molotov-Ribbentrop appena concluso. 

Vide, perciò, sulla piazza rossa sventolare insieme la bandiera rossa e la svastica nazista. 

Ugo che col fascismo aveva un conto aperto, non capisce. Comincia, anzi, a manifestare il suo dissenso con i compagni italiani, i quali, attraverso Togliatti, lo denunciano all’NKVD.

Il 15 giugno 1940, il comunista viene arrestato per il… reato di antifascismo. 

Verrà condannato a 8 anni di lavori forzati. Morirà di tisi il 23 luglio 1943 nel gulag di Uchto- izemskij.