2,066 utenti hanno letto questo articolo

Il Sindaco di Milano Sala che aveva dimostrato i suoi evidenti limiti politici all’inizio dell’epidemia, sottovalutandola totalmente, propone oggi  un’assemblea costituente per riscrivere la Costituzione. Pur non essendo mai stato convinto della perfezione della nostra Carta, ritengo la proposta di Sala del tutto intempestiva e s bagliata .
La riscrittura in tempi normali la tentò Renzi che aveva colto l’opportunità di alcuni cambiamenti, ma si rivelò un pessimo costituente, proponendo un testo pasticciato e confuso. Oggi non siamo
e non saremo  in futuro in tempi normali. L’assemblea Costituente venne eletta il 2 giugno 1946, ad oltre un anno dalla fine della guerra, in un clima comunque non sereno
perchè per troppi la scelta di quella data era motivata dal desiderio impellente  di dare il benservito alla monarchia, considerata colpevole della dittatura fascista e della guerra perduta . Superato l’ostacolo della liquidazione della monarchia, anche per l’atteggiamento del re che preferì l’esilio ad una guerra civile, i costituenti seppero mettere da parte gli egoismi settari di partito e trovarono il modo per stendere un testo tra il 1946 e il 1947 che sapeva guardare avanti, al futuro della democrazia italiana. In quell’assemblea costituente ci furono i migliori uomini politici dell’’Italia novecentesca, come ci furono solo  nel Risorgimento. Si realizzarono dei compromessi evidenti, ma nel complesso la democrazia italiana ebbe una carta costituzionale di grande rilievo storico – politico, con riferimenti etici di primissimo livello.
Se si pensa a quale classe politica ha oggi l’Italia e alle condizioni economiche in cui saremo ridotti dopo l’emergenza sanitaria, appare davvero impossibile pensare di accingersi a scrivere una nuova Costituzione. Sono possibili tra il resto gravi conflitti sociali che sarà difficile prevenire e forse reprimere.
L’attuale Costituzione appare oggi preziosissima ed è anche un baluardo rispetto ai  sempre possibili conati autoritari di un governo inadeguato che non sa guidare il Paese, ma rincorre con affanno i problemi. L’esempio autoritario dell’ Ungheria  ci fa apprezzare la nostra Carta, sempre che i suoi tutori istituzionali sappiano salvaguardare le prerogative del Parlamento, come ha messo in evidenza con coraggio l’ex presidente del Senato Marcello Pera, una delle poche  grandi risorse della Repubblica. Sala pensi a fare il sindaco, se è  ancora in grado di farlo, alla democrazia e al suo futuro penseremo noi cittadini .

1 commento
  1. Salvatore Vullo
    Salvatore Vullo dice:

    condivido il giudizio sulla proposta di Sala. Oggi è già difficile una parziale riforma costituzionale figuriamoci una nuova Costituente. Ma vista la preesistente grave situazione economica e politica, a cui si aggiunge il disastro del coronavirus con tutti i suoi nefasti effetti,attuali e prossimi, da uno come Sala, che ha vissuto sulla propria pelle l’emergenza Expo 2015 che rischiava di saltare, c’era da aspettarsi proposte diverse. Ovvero, un grande e straordinario programma per ricostruire l’Italia (meglio ancora gestito da un governo di unità nazionale), che agisca in deroga (per poi abolirle) alla giungla di leggi, norme e comportamenti oggi esistenti che ne imbriglierebbero ogni azione. Un grande programma Liberale, tipico delle situazioni post belliche, che rilanciano l’economia, lo sviluppo, il lavoro, gli investimenti pubblici e privati; un contesto che dia a tutti, specie alle sacche di vecchie e nuove povertà, tutte le opportunità e non solo mance e assistenzialismo come si fa oggi.

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.