Pannunzio Magazine
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a X
  • Collegamento a Youtube
  • Home
  • Ieri
  • Oggi
  • Domani
  • In evidenza
  • Costume e Società
  • Politica
  • Dibattiti
  • News
  • Rubriche
  • Eventi
  • Attività
  • Scienza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • Saggi
  • Cinema
  • Galleria
  • Redazione
  • Contatti
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu

Biologia dello stress, di Mara Antonaccio

In evidenza

Da un po’ di tempo a questa parte, io e il mio amico e collega Riccardo Ferrero, ci divertiamo a scrivere dello stesso argomento, affrontandolo da due punti di vista differenti, ognuno attinente alla propria attività professionale. Così abbiamo deciso di fare con lo stress coronavirus-mediato, e quindi mi sono messa al lavoro.

Da Biologa devo fare una premessa evoluzionistica e spiegare che cosa lo stress rappresenti negli animali, del cui Regno siamo la massima evoluzione. Per milioni di anni, anche per gli ominidi quindi, la reazione alle avversità dell’ambiente e l’eterna lotta tra l’essere predatore o divenire preda, ha segnato la quotidianità; proprio l’evoluzione ha permesso di approntare una serie di meccanismi per salvaguardarne la sopravvivenza e lo ha fatto sotto forma di stress positivo, cioè di preparazione alla fuga. Quando la preda si sente in pericolo, tutto l’organismo si attiva: il cuore aumenta il battito, la vista e l’udito si acuiscono, l’intestino e la vescica si svuotano per alleggerire l’animale nella fuga, viene rimosso il grasso per fornire zucchero ai muscoli: insomma il corpo è vigile e pronto a darsela a gambe per sopravvivere.

Scampato il pericolo, tutto nella bestiola torna alla normalità, cioè lo stress dura solo il tempo necessario. Questo meccanismo di risposta istintivo si manifesta tuttora in noi uomini, che pur non avendo più nemici naturali, rispondiamo alle sollecitazioni con gli stessi meccanismi; per noi però il pericolo non proviene dal predatore ma da stimoli fisici ed emozionali, in risposta a situazioni ritenute pericolose o per il perseguimento di un obiettivo. La differenza con gli animali sta nel fatto che in noi la sollecitazione stressogena non si esaurisce con lo scampato pericolo, ma dura tutto il giorno e oltre, perché lo stimolo è continuo, proprio come le notizie sull’epidemia, che in questi giorni riempiono i Media televisiva, i Giornali e i Social.  

La parola stress in inglese significa “tensione, sforzo, sollecitazione” e qualunque sia la sua natura, i meccanismi di adattamento che si innescano sono sempre gli stessi.

Questo perché si tratta di una risposta biologica primaria legata alla sopravvivenza, un meccanismo difensivo vecchio milioni di anni con cui l’organismo si sforza di superare una difficoltà, per poi tornare al suo normale equilibrio. Gli animali, quindi gli uomini, davanti al pericolo mettono in atto una reazione di “attacco o fuga”. Questo implica il coinvolgimento degli apparati che forniscono ossigeno e glucosio (quindi nutrimento) alle cellule in questa condizione di bisogno, oltre a provocare un incremento dell’attività cerebrale e sensoriale ed uno stato emotivo di paura-aggressività.

 Nella risposta attacco-fuga viene coinvolta l’area cerebrale dell’Ipotalamo, cioè la zona più antica del cervello, da qui parte una segnalazione nervosa molto rapida, che attiva tutto il cervello (aumento dell’attenzione) e gli apparati muscolare, cardiocircolatorio, endocrino e gastro-intestinale. Insomma tutto l’organismo è pronto a reagire. Tra gli organi che vengono stimolati in questo processo, il più importante è la ghiandola surrenale, che libera adrenalina e noradrenalina, neuro-ormoni che amplificano l’effetto dello stress. Contemporaneamente si attiva una segnalazione chimica parallela che fa produrre cortisolo. Il cortisolo è l’ormone che agisce su vari organi con effetti sostanzialmente metabolici. La stimolazione ipotalamica inoltre fa liberare endorfina, un neurotrasmettitore che abbassa la soglia del dolore, il senso di stanchezza e la fatica. Lo stress quindi non è necessariamente un male: c’è infatti uno stress buono, che consente al nostro organismo di far fronte a piccole e grandi emergenze, che ci fornisce una forza e una resistenza inaspettate.

Ma se la situazione di stress si protrae troppo a lungo e non è seguita da una fase di rilassamento, come avviene negli animali, si ripercuote in una serie di ricadute dannose, sino ad arrivare all’esaurimento psico-fisico.

Il problema dell’emergenza virus di questi mesi ci fa vivere ritmi e tensioni sconosciuti in passato o agli animali; accumuliamo ansia e preoccupazioni di continuo, leggiamo le notizie che ci procurano allarmi e paure.

Da quanto detto si comprende come lo stress prolungato sia una condizione di disagio psico-fisico; di questa condizione cronica percepiamo il livello di eccitazione nervosa e organica e per le spinte biochimiche prodotte, inconsciamente cerchiamo negli alimenti ricchi di zucchero lo strumento per rilassarci. Questo ci porta a mangiare in continuazione, per un naturale tentativo di aumentare la produzione di serotonina, neurotrasmettitore che provoca rilassamento, benessere e calma psico-fisica. Purtroppo però le sollecitazioni stressanti sono continue e, pur mangiando zuccheri, non otteniamo il  rilassamento desiderato.

La produzione di cortisolo varia durante le 24 ore: il picco si presenta appena prima del risveglio e serve a fornire ai muscoli l’energia per affrontare la giornata; dormire poco impedisce questo meccanismo, deprime il metabolismo dei grassi, fa aumentare di peso ed espone al rischio di ipertensione e di malattie cardiovascolari. Lo stress cronico altera questo processo, impedendo la naturale discesa del picco e mantenendo alto il livello di cortisolo sino a fine giornata. L’ormone alto ha anche effetti apparentemente positivi, stimola infatti le funzioni cerebrali e fisiche e quindi ci consente di essere attivi intellettualmente e di rendere meglio, ma ostacola il sonno e, a lungo andare, ne modifica il ritmo naturale. Il risvolto negativo del cortisolo alto tutto il giorno è che al mattino ci sentiamo stanchi, perché i suoi livelli sono bassi, a causa della prolungata secrezione avvenuta durante tutta la giornata precedente. Tutto succede al contrario di quello che dovrebbe accadere in una condizione di normalità: insomma non se ne viene fuori!

Allora vi consiglio di leggere l’articolo del Dott. Ferrero per gestire al meglio lo stress mentale di questo periodo.

13 Marzo 2020/da Redazione
Tags: biologia, nutrizione, Scienza, virus
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi attraverso Mail
https://www.pannunziomagazine.it/wp-content/uploads/2020/03/stress-1.jpg 251 201 Redazione http://www.pannunziomagazine.it/wp-content/uploads/2020/01/Intestazione-Centro-Pannunzio.png Redazione2020-03-13 10:57:112020-03-13 10:57:13Biologia dello stress, di Mara Antonaccio
Potrebbero interessarti
Dna, scoperta la proteina che aiuta a riparare il genoma, redazione
La dieta della dottoressa Subacchi secondo le intolleranze alimentari, di Riccardo Ferrero
Due dighe lunghe 636 km potrebbero proteggere 25 milioni di europei dall’innalzamento marino, di Luigi Bignami
L’ ESSENZA TERAPEUTICA DI DUE “ARTI”: MEDICINA E LETTERATURA di Patrizia Valpiani
Sul CoronaVirus uno scontro di civiltà tra calvinisti-anglosassoni e latini-cattolici, di Simone Filippetti
Come si produce un vaccino antivirale, di Mara Antonaccio
La Food Addiction o droga da cibo: alcune riflessioni, di Anna Maria Pacilli
Digiuno, per chi va bene, di Riccardo Ferrero

Cerca

Search Search

Categorie

  • Attività
  • Cinema
  • Costume e Società
  • Domani
  • Enogastronomia
  • Eventi
  • I dibattiti
  • I lettori scrivono
  • Ieri
  • In evidenza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • News
  • Oggi
  • Politica
  • Rubriche
  • Saggi
  • Scienza e medicina

Archivio

  • Ottobre 2026
  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Maggio 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Ottobre 2021
  • Settembre 2021
  • Agosto 2021
  • Luglio 2021
  • Giugno 2021
  • Maggio 2021
  • Aprile 2021
  • Marzo 2021
  • Febbraio 2021
  • Gennaio 2021
  • Dicembre 2020
  • Novembre 2020
  • Ottobre 2020
  • Settembre 2020
  • Agosto 2020
  • Luglio 2020
  • Giugno 2020
  • Maggio 2020
  • Aprile 2020
  • Marzo 2020
  • Febbraio 2020
  • Gennaio 2020

Tag

Alimentazione Antropologia Arte Attualità Cibo Cinema costume Cucina Cultura donne economia enogastronomia epidemai epidemia Filosofia futuro Giornalismo ieri industria lavoro Letteratura libertà Libri magistratura media Medicina musica nutrizione pandemia persecuzioni Poesia Politica psiche Psicologia Religione resistenza salute Scienza scuola Società Storia terrorismo Vino virus welfare

Visitatori

479882

Articoli recenti

  • Dio, l’uomo, la morte, di Marco Calzoli
  • Il leviatano che sta arrivando a Torino, di Pier Franco Quaglieni
  • Perdersi negli altri e nelle cose. Le lettere di Benedetto Croce, di Alessio Magaddino

Categorie

  • Attività
  • Cinema
  • Costume e Società
  • Domani
  • Enogastronomia
  • Eventi
  • I dibattiti
  • I lettori scrivono
  • Ieri
  • In evidenza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • News
  • Oggi
  • Politica
  • Rubriche
  • Saggi
  • Scienza e medicina

Archivio

  • Ottobre 2026
  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Maggio 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Ottobre 2021
  • Settembre 2021
  • Agosto 2021
  • Luglio 2021
  • Giugno 2021
  • Maggio 2021
  • Aprile 2021
  • Marzo 2021
  • Febbraio 2021
  • Gennaio 2021
  • Dicembre 2020
  • Novembre 2020
  • Ottobre 2020
  • Settembre 2020
  • Agosto 2020
  • Luglio 2020
  • Giugno 2020
  • Maggio 2020
  • Aprile 2020
  • Marzo 2020
  • Febbraio 2020
  • Gennaio 2020

Contatti

Centro Pannunzio
Associazione culturale libera fondata a Torino nel 1968

Via Maria Vittoria, 35 H
10123 Torino (TO)

Tel 011 8123023
redazione@pannunziomagazine.it
www.centropannunzio.it

Logo IPSNet Webagency Torino

© Copyright - Pannunzio Magazine | Realizzazione sito web: IPSNet Web Agency Torino
  • Home
  • Ieri
  • Oggi
  • Domani
  • In evidenza
  • Costume e Società
  • Politica
  • Dibattiti
  • News
  • Rubriche
  • Eventi
  • Attività
  • Scienza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • Saggi
  • Cinema
  • Galleria
  • Redazione
  • Contatti
Collegamento a: La risposta stressogena ai tempi dell’epidemia, di Riccardo Ferrero, Psicologo, Master II livello PNEI Collegamento a: La risposta stressogena ai tempi dell’epidemia, di Riccardo Ferrero, Psicologo, Master II livello PNEI La risposta stressogena ai tempi dell’epidemia, di Riccardo Ferrero, Psicologo,... Collegamento a: Torneremo ad abbracciarci?, di Mara Martellotta Collegamento a: Torneremo ad abbracciarci?, di Mara Martellotta Torneremo ad abbracciarci?, di Mara Martellotta
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
Gestisci Consenso Cookie
Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi. Consulta la nostra Privacy Policy
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}