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Tutti conosciamo il notissimo complesso che trionfava negli anni 70 e 80, ed è stato ancora presente al recente Festival di Sanremo, ma Ricchi e Poveri lo intendo riferire alla situazione economico/finanziaria del nostro Paese.

Siamo ricchi a livello privato. Sembra paradossale affermarlo,stante i decenni di scarsa crescita dell’Italia , ma è così. La ricchezza delle famiglie italiane è pari ad oltre 9.600 MLD di euro ed occupa la decima posizione nel mondo (dati Bankitalia 2017).  La ricchezza è così suddivisa : 5.246

MLD in immobili e 4.374 MLD in attività finanziarie (AZIONI,OBBLIGAZIONI,TITOLI DI STATO,FONDI COMUNI,ASSICURAZIONI ,CONTI CORRENTI).

Se la ricchezza immobiliare è nota per la secolare tendenza degli italiani a possedere la casa (oggi L’80% della popolazione è proprietaria della casa di abitazione) , non deve neppure stupire il rilevante ammontare della ricchezza finanziaria in considerazione della tradizionale capacità di risparmio del nostro popolo.

A questo proposito bisogna tuttavia sottolineare che una aliquota consistente della ricchezza finanziaria delle famiglie  (pari a 1.400 MLD al 31/12/19) è immobilizzata  sui conti correnti o detenuta in contanti. Dunque circa un terzo della ricchezza degli italiani non rende nulla ai titolari, in considerazione degli interessi prossimi allo zero praticati oggi e , d’altronde, non viene neppure investita nell’economia del Paese.

Questo atteggiamento dei risparmiatori oggi è indubbiamente da mettere in relazione con il timore di perdere il proprio capitale a causa della crisi del Paese e/o di eventi internazionali di varia natura in grado di ledere la sicurezza degli investimenti.

E’ in fondo il sintomo della sfiducia che oggi caratterizza larghi strati della popolazione italiana.

Certo se si pensa che l’indice  FTSE MIB della Borsa di Milano è aumentato  nel 2019  del 24% , ci accorgiamo dei guadagni persi da una consistente aliquota di risparmiatori che non hanno investito (almeno in parte) i risparmi in azioni , Fondi di investimento,ETF ecc…, ma hanno preferito mantenere la liquidità.

Dunque , nonostante tutto, siamo un popolo ricco ? Non è così semplice affermarlo.

Esistono innanzitutto disuguaglianze eccessive nella ripartizione della ricchezza privata : l’1% degli italiani piu’ ricchi possiede circa il 20% del tesoro privato complessivo. Questo dato inoltre si è fortemente incrementato negli ultimi due decenni, ampliando in tal modo la differenze sociali-

Non solo. Se poi esaminiamo la tipologia degli investimenti finanziari , notiamo che la clientela private ( in genere chi possiede una ricchezza finanziaria superiore  al milione di euro), potendo investire in modo diversificato su tutti i mercati, ottiene rendimenti ben superiori alla restante clientela,dotata di minore ricchezza, che spesso si limita a mantenere liquido il proprio capitale.

In tal modo la ricchezza finanziaria del segmento private cresce in percentuale parecchio di piu’ della restante fascia di clientela, ampliando ancora le differenze .

Se dunque , sia pure con le particolarità di cui sopra, possiamo considerare importante la ricchezza delle famiglie italiane , sia per gli immobili posseduti, sia per la rilevante ricchezza finanziaria, abbiamo , di contro, il macigno del debito pubblico.

Al 31/12/19 tale debito ha raggiunto la cifra record di 2.445 MLD di euro, pari ad oltre il 130% del P.I.L.

Il costo dei questo enorme debito (oggi pari a 65 MLD annui ) impone al Tesoro di emettere sempre nuovi titoli , sperando che gli investitori li sottoscrivano. E , si badi bene, oggi i tassi sono quasi a zero, ma se in futuro dovessero aumentare , il costo del ns.debito lieviterebbe a cifre sempre piu’ difficili da sostenere per il bilancio dello Stato.

D’altronde tutti in questi anni abbiamo imparato la parola spread !  E’ la misurazione della sostenibilità del nostro debito.

Tale debito è l’autentica palla al piede per lo sviluppo del nostro Paese. Finora nessun governo ha elaborato una qualche manovra efficace per contenere la dinamica, sempre in salita , del nostro enorme debito pubblico.

Dunque famiglie ricche e Stato povero ed indebitato: questa è la brutale verità della situazione economica dell’Italia.

Tale apparente anomalia che sinora nessuno ha cercato di risolvere, potrebbe avere della soluzioni estremamente traumatiche e pericolose.

Infatti sia negli organismi internazionali (FMI,OCSE) , sia in vari dibattiti nei forum economici , è stata talvolta avanzata la proposta , mai ufficializzata, di utilizzare in parte la consistente ricchezza privata per abbattere il mostro del debito pubblico. Avendo ben  presente che la ricchezza delle famiglie italiane ammonta a circa quattro volte il debito pubblico.

Della serie …i soldi voi italiani li avete ….utilizzateli.

Sinora nessuna forza politica ha mai sposato una tale soluzione.

Ma nel futuro…???????

Ed ecco che “ Ricchi e Poveri” non è soltanto un complesso musicale….