Pannunzio Magazine
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a X
  • Collegamento a Youtube
  • Home
  • Ieri
  • Oggi
  • Domani
  • In evidenza
  • Costume e Società
  • Politica
  • Dibattiti
  • News
  • Rubriche
  • Eventi
  • Attività
  • Scienza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • Saggi
  • Cinema
  • Galleria
  • Redazione
  • Contatti
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu

“Il Traditore” di Marco Bellocchio, non solo una grande interpretazione, di Tito Giraudo

In evidenza

Quando mi è stato chiesto di scrivere per il Pannunzio Magazine la critica (si fa per dire) del film: “Il traditore”, mi sono immediatamente venuti in mente i ricordi di quando Alberto, il fratello di Marco Bellocchio, mi parlava dei suoi fratelli un poco pazzi. Marco aveva appena girato: “I pugni in tasca”, l’altro fratello, Pier Giorgio, militava nei gruppuscoli estremi, entrambi epigoni del 68 che era alle porte.

Io e Alberto, eravamo i boys di Piero Boni, mitico segretario socialista della FIOM, quello che in un congresso storico sconfisse Bruno Trentin e la corrente comunista. Fu la vera svolta sindacale che cambiò radicalmente il Movimento.

Perché questi ricordi?

Guardando su commissione il film, che tra l’altro ho trovato molto bello, ho considerato come si cambia nella vita. Alberto era il socialista saggio della famiglia ed ora fa il poeta. Pier Giorgio è un distinto critico letterario, nonché scrittore, nonostante nel 62 fondasse i “Quaderni Piacentini” sulla falsariga del “Quaderni rossi” del mio amico Vittorio Rieser, per di più nel 69 fu direttore responsabile di “Lotta Continua”

Pochi credo ricordano “i pugni in tasca” (1965), un’allegoria sulla famiglia borghese che aprirà la strada della contestazione di un’istituzione che, pur allora mostrando i segni del tempo, non meritava certo tanto estremismo. Che dire poi de “La Cina è vicina” del 67, che aprirà la strada dell’innamoramento sessantottino per Mao, vista l’ormai palese impresentabilità sul mercato marxista dell’URSS.

Secondo me, la metamorfosi di Marco Bellocchio raggiunge il suo culmine con “il traditore”.

Per la verità i segni c’era tutti. Nella sua ultima filmografia la contestazione della società e dei costumi lascia il posto alla matura riflessione: in questo caso, storica e di costume.

Tornando al “Il Traditore”, il film inquadra magistralmente, il primo pentito mafioso della nostra storia, scolpito nelle sembianze popolane di Favino che disegna il personaggio Buscetta come meglio non si poteva, marcandone tutte le contraddizioni, non solo all’interno della cupola mafiosa, nell’ambito della quale, sicuramente per sua scelta, non ricoprì, credo volontariamente, un ruolo di grande rilievo dedicandosi alle donne e agli affari di droga in Brasile che ne faranno un uomo ricco e rispettato.

E’ evidente che Bellocchio, mostra una certa simpatia per il personaggio, simile forse a quella che provò Falcone.

Il film, inizia con la cerimonia di pacificazione tra le fazioni mafiose nella notte di Santa Rosalia, quando i Corleonesi di Totò Riina suggellarono una pace che tradiranno poco dopo.

Prudentemente, Buscetta scappa in Brasile facendo perdere le sue tracce dedicandosi al traffico di droga, sotto falso nome e dopo aver fatto una plastica facciale. Ne faranno le spese in Sicilia, due dei suoi figli, il cognato e il fratello e un certo numero di picciotti suoi amici, segno che Buscetta non veniva considerato un semplice soldato.

La svolta che ne farà un pentito, credo, più che la strage dei familiari, è l’arresto in Brasile dove anche sotto tortura non farà nomi, fino a che il giudice Falcone ne chiederà l’estradizione in Italia.

La parte più debole del film, secondo me, è una certa superficialità nel descrivere il rapporto tra l’inquirente Falcone e Buscetta. Forse sarebbe valsa la pena dare una maggiore attenzione al personaggio Falcone e ai veri motivi del pentitismo, al di là delle scontate affermazioni buscettiane sulla vecchia mafia che rispettava donne e bambini e, cosa risibile, aiutava la povera gente, liquidate con l’espressione di incredulità da parte del giudice.

Il film riprende vigore nelle scene del maxi processo, dove Buscetta inchioda senza appello i mafiosi dietro le sbarre in quell’aula di tribunale.

Ho letto alcune critiche da sinistra; non potendo criticare troppo un regista d’area si è preferito descrivere i personaggi in gabbia come un tentativo allegorico del regista. Ciò dovuto al fatto che per una certa “antimafia”, non passa l’idea che quella fu una delinquenza rozza e ignorante, descritta invece magistralmente dal regista, il quale forse per dare un contentino fa comparire Andreotti in mutande mentre prova un vestito dallo stesso sarto di Buscetta, quella scena descritta anch’essa come “allegorica” è invece la prima marchetta di sinistra del Film.

Magistrale e molto esemplificativa, la scena dell’ultima testimonianza di Buscetta al processo Andreotti.

L’uomo, appare l’ombra del personaggio sicuro di sé del primo processo, balbetta, è smarrito, non regge alle pressanti contestazioni dell’avvocato Coppi (qui un’altra marchetta facendo passare un vero principe del foro come un leguleo difensore di mafiosi). Tuttavia pochi spettatori saranno rimasti con l’impressione che Buscetta avesse paura di un’Andreotti detronizzato, piuttosto della sensazione sul tentativo di servirsi da parte dei novelli giudici antimafia del grande pentito di un tempo.

Tempo di Falcone e non del professionismo dell’antimafia. Ma si sa, ognuno i Film li legge come crede.

Tito Giraudo

2 Giugno 2020/da user-pannunzio
Tags: mafia, Politica
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi attraverso Mail
https://www.pannunziomagazine.it/wp-content/uploads/2020/06/traditore.jpg 268 188 user-pannunzio http://www.pannunziomagazine.it/wp-content/uploads/2020/01/Intestazione-Centro-Pannunzio.png user-pannunzio2020-06-02 09:13:162020-06-02 09:13:18“Il Traditore” di Marco Bellocchio, non solo una grande interpretazione, di Tito Giraudo
Potrebbero interessarti
Oltre il Parlamento: stato di emergenza o eccezione perpetua?, di Antonio Caputo
Craxi secondo Keynes, di Paolo Vieta
Craxi ad Hammamet di Nunziante Mastrolia
Nonna e il 25 aprile, di Lucia Del Grosso
Basta con gli arruffapopolo, di Pier Franco Quaglieni
Scarpette rosse di Laura Pompeo
E’ il momento di un Governo di Unità Nazionale, di Salvatore Vullo – illustrazione Mellana
Fascismo e antifascismo oggi, di Pier Franco Quaglieni

Cerca

Search Search

Categorie

  • Attività
  • Cinema
  • Costume e Società
  • Domani
  • Enogastronomia
  • Eventi
  • I dibattiti
  • I lettori scrivono
  • Ieri
  • In evidenza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • News
  • Oggi
  • Politica
  • Rubriche
  • Saggi
  • Scienza e medicina

Archivio

  • Ottobre 2026
  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Maggio 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Ottobre 2021
  • Settembre 2021
  • Agosto 2021
  • Luglio 2021
  • Giugno 2021
  • Maggio 2021
  • Aprile 2021
  • Marzo 2021
  • Febbraio 2021
  • Gennaio 2021
  • Dicembre 2020
  • Novembre 2020
  • Ottobre 2020
  • Settembre 2020
  • Agosto 2020
  • Luglio 2020
  • Giugno 2020
  • Maggio 2020
  • Aprile 2020
  • Marzo 2020
  • Febbraio 2020
  • Gennaio 2020

Tag

Alimentazione Antropologia Arte Attualità Cibo Cinema costume Cucina Cultura donne economia enogastronomia epidemai epidemia Filosofia futuro Giornalismo ieri industria lavoro Letteratura libertà Libri magistratura media Medicina musica nutrizione pandemia persecuzioni Poesia Politica psiche Psicologia Religione resistenza salute Scienza scuola Società Storia terrorismo Vino virus welfare

Visitatori

479206

Articoli recenti

  • Perdersi negli altri e nelle cose. Le lettere di Benedetto Croce, di Alessio Magaddino
  • Il mercato, da sempre crocevia di commerci
  • La pace, la democrazia, la Patria, di Pier Franco Quaglieni

Categorie

  • Attività
  • Cinema
  • Costume e Società
  • Domani
  • Enogastronomia
  • Eventi
  • I dibattiti
  • I lettori scrivono
  • Ieri
  • In evidenza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • News
  • Oggi
  • Politica
  • Rubriche
  • Saggi
  • Scienza e medicina

Archivio

  • Ottobre 2026
  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Maggio 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Ottobre 2021
  • Settembre 2021
  • Agosto 2021
  • Luglio 2021
  • Giugno 2021
  • Maggio 2021
  • Aprile 2021
  • Marzo 2021
  • Febbraio 2021
  • Gennaio 2021
  • Dicembre 2020
  • Novembre 2020
  • Ottobre 2020
  • Settembre 2020
  • Agosto 2020
  • Luglio 2020
  • Giugno 2020
  • Maggio 2020
  • Aprile 2020
  • Marzo 2020
  • Febbraio 2020
  • Gennaio 2020

Contatti

Centro Pannunzio
Associazione culturale libera fondata a Torino nel 1968

Via Maria Vittoria, 35 H
10123 Torino (TO)

Tel 011 8123023
redazione@pannunziomagazine.it
www.centropannunzio.it

Logo IPSNet Webagency Torino

© Copyright - Pannunzio Magazine | Realizzazione sito web: IPSNet Web Agency Torino
  • Home
  • Ieri
  • Oggi
  • Domani
  • In evidenza
  • Costume e Società
  • Politica
  • Dibattiti
  • News
  • Rubriche
  • Eventi
  • Attività
  • Scienza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • Saggi
  • Cinema
  • Galleria
  • Redazione
  • Contatti
Collegamento a: Io festeggio la Repubblica del 2 giugno 1946 tradita, di Aldo Belli Collegamento a: Io festeggio la Repubblica del 2 giugno 1946 tradita, di Aldo Belli Io festeggio la Repubblica del 2 giugno 1946 tradita, di Aldo Belli Collegamento a: La storia del 2 Giugno raccontata da Gianni Oliva, di Pier Franco Quaglieni Collegamento a: La storia del 2 Giugno raccontata da Gianni Oliva, di Pier Franco Quaglieni La storia del 2 Giugno raccontata da Gianni Oliva, di Pier Franco Quaglieni
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
Gestisci Consenso Cookie
Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi. Consulta la nostra Privacy Policy
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}