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La depressione climatica è il nuovo male del secolo, di Virginia Fabbiani-Green

Scienza e medicina


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La depressione è una brutta bestia, dicono, così come l’ansia, quella vera, quella che la notte non ti fa dormire. Circa il 90% degli adolescenti italiani soffre d’ansia, il male di quest’epoca in cui abbiamo tutto ma niente ci soddisfa, in cui i giovani combattono le loro battaglie, ma al tempo stesso sono apatici e disinteressati, in cui Xanax e Prozac sono diventati un nome da stampare su cover di smartphone e magliette, alla faccia di chi lo Xanax deve prenderlo veramente, per sopravvivere, per non lasciare che l’ansia o la depressione lo divorino. Da che mondo è mondo i giovani soffrono, per la scuola, per le aspettative dei genitori, per la paura del futuro. Non è una prerogativa della nostra epoca: soffriamo noi, soffrivano i nostri genitori, soffrivano i nostri nonni.

Cos’è la depressione climatica o eco-ansia

Ma negli ultimi anni sta prendendo sempre più piega una nuova psicosi. Si tratta dell’eco-ansia, definita dall’American Psychological Association come la “paura cronica della rovina ambientale”, anche se solo a leggerlo sembra un’esagerazione (considerato lo scarso interesse generale per la problematica). Da quando Greta Thunberg ha iniziato a scioperare per il clima, diventando un’icona dell’attivismo ambientale, i riflettori sono puntati sui giovani. Nel bene e nel male. Giovani consapevoli che lottano con determinazione contro il riscaldamento globale, giovani che abbracciano stili di vita sostenibili, giovani un po’ meno convinti, che talvolta lottano in modo inconsapevole, ma, comunque, giovani che lottano.

I Fridays for Future protestano per il climate change

I Fridays for Future protestano per il climate change

Un sondaggio della Washington Post-Kaiser Family Foundation rivela che il 57% degli adolescenti americani è spaventato dai cambiamenti climatici, mentre il 52% prova rabbia. Solo il 29% si dichiara ottimista. Uno studio simile, svolto dalla Swg sui giovani italiani, rivela che i cambiamenti climatici sono in cima alla lista delle preoccupazioni dei giovani. Ad essi si aggiungono storie di adolescenti caduti in depressione, ricoverati in seguito a scioperi della sete contro la siccità o colpiti da attacchi di panico nel leggere la moltitudine di incendi e allarmi dal mondo.

Il riscaldamento globale causa sempre più incendi

Il riscaldamento globale causa sempre più incendi

Il dott. Pasquale Saviano, psicologo e psicoterapeuta ci racconta che «le notevoli informazioni che riceviamo ogni giorno ci portano a soffermarci sulla generale preoccupazione in merito ai cambiamenti climatici. Le persone stanno fronteggiando una tematica nuova: la paura del proprio futuro. I giovani sono i più esposti. Tutto ciò genera un crescente sentimento di ansia e di angoscia che definiamo “eco-ansia”, che si distingue dall’ansia in quanto non è associata a traumi pregressi ma a una condizione che viviamo nel presente».

I giovani soffrono di depressione da climate change

Quando si parla di eco-ansia in molti reagiscono con diffidenza, ritenendola un’esagerazione, un qualcosa di teatrale, una scusa o una debolezza giovanile. Eppure sono tanti gli adolescenti che confessano di non riuscire a dormire la notte per tutte le domande sul futuro che affollano le loro menti; di sentire il battito aumentare drasticamente quando leggono o vedono in tv immagini di ghiacciai che si sciolgono e orsi polari che muoiono di fame; di percepire continuamente l’imminenza di una catastrofe naturale; di sentire il peso del pianeta sulle loro spalle; di sentire l’ansia crescere nel petto quasi a soffocarli, quando provano immaginare il loro futuro e non riescono nemmeno a vederlo. “Non moriremo di vecchiaia, moriremo per i cambiamenti climatici” è lo slogan che compare sui manifesti durante il Fridays for Future. È uno slogan sensazionalistico o una paura concreta?

Lo scioglimento dei ghiacci causa ansia non solo ai giovani

Lo scioglimento dei ghiacci causa ansia non solo ai giovani

Capire l’origine dell’eco-ansia e immaginare un approccio clinico è insidioso per un terreno ancora così poco battuto. Altri esperti, invece non la riscontrano affatto. Il dottor Roberto Stella, psicoterapueta dell’ospedale pediatrico Santobono di Napoli è uno di questi. «Si parla di cambiamento climatico e paura del futuro con i più giovani, ma quando chiedo loro di disegnare o descrivere i loro sogni, questa è una problematica che non emerge mai. Talvolta bambini e adolescenti vivono con distacco persino le vicende che li riguardano da vicino, figuriamoci il futuro del pianeta».

Finalmente anche l’Italia prende parte al Climate Strike

Da che mondo è mondo i giovani percepiscono un continuo disinteressamento e un senso di abbandono nei confronti dei loro problemi, forse ciò varrà anche per l’eco-ansia, ma quello che suggerisce il dott. Saviano è di «insistere su un approccio psicopedagogico e non psicoterapeutico, ovvero di far capire ai giovani che la responsabilità non è tutta sulle loro spalle ma rassicurarli e di indirizzarli verso comportamenti positivi da mettere in atto, senza concentrarsi su tutto quello di negativo che c’è in questo mondo»


17 Febbraio 2020/da Redazione
Tags: Attualità, Psicologia, salute
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https://www.pannunziomagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/depressione.jpg 189 267 Redazione http://www.pannunziomagazine.it/wp-content/uploads/2020/01/Intestazione-Centro-Pannunzio.png Redazione2020-02-17 16:03:372020-02-17 16:03:38La depressione climatica è il nuovo male del secolo, di Virginia Fabbiani-Green
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