Pannunzio Magazine
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a X
  • Collegamento a Youtube
  • Home
  • Ieri
  • Oggi
  • Domani
  • In evidenza
  • Costume e Società
  • Politica
  • Dibattiti
  • News
  • Rubriche
  • Eventi
  • Attività
  • Scienza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • Saggi
  • Cinema
  • Galleria
  • Redazione
  • Contatti
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu

Missing Greta di Mara Antonaccio

I dibattiti

Come spessissimo accade, dopo la tempesta mediatica, regna una quiete assoluta, mi spiego; da oltre un anno a questa parte, con un meccanismo a singhiozzo ormai consolidato, si è sentito parlare di Greta Thunberg praticamente ovunque, ma da qualche settimana in Italia, sia sui Media tradizionali, che sui nuovi, tutto tace. Sarà perché la crisi iraniano-libico-turca ha tenuto bordone, sarà perché nel Paese ci sono stati sommovimenti politici e chissà quale altro “sarà”, qualunque sia il motivo dicevo, della fanciullina di giallo vestita non si trova traccia! Io una mezza idea ce l’ho, forse a causa della mia opinione sul fenomeno Greta-coscienza ecologista. Già quando era venuta a Torino, avevo sottolineato come sia in grado di smuovere le folle, perché per noi che abitiamo nella città Sabauda per eccellenza, cosiddetta “dei bougia nen”, perché non amiamo i clamori e le cose gridate, esagerate, perché non ci muoviamo facilmente, si è ottenuto un risultato non scontato: vedere tanta gente in piazza. Invece l’arrivo della paladina del Clima, con tanto di maniacale divisa d’ordinanza gialla, è riuscito a coagulare un attenzione trasversale, incurante di età, estrazione sociale e fede politica, più o meno. Dico questo perché purtroppo, come molti altri argomenti di interesse globale-salutista-ecologista, i maggiori sedotti sono coloro che gravitano in un ambiente culturale e politico dichiaratamente sinistrorso, sarebbe bello indagare sociologicamente le ragioni, e questo già non mi piace, trattandosi di argomenti che riguardano tutti. Tornando a noi, benché da biologa conosca la drammaticità della situazione di pericolo in cui versa il futuro del Pianeta, e la conseguente importanza che trattare i temi della salvaguardia sia fondamentale, non riesco a non vedere tutto il carrozzone mediatico che circonda la ragazzina. Scusate ma a me Greta suscita sentimenti di tenerezza per quella che è palesemente una mania, tutt’altro che pensata, e rabbia per chi ha attorno che la usa. Povera. A noi adulti dice che le abbiamo rubato il futuro, a lei invece hanno rubato l’adolescenza…. Chi di voi ha visto il discorso di Greta all’ONU, in cui piangendo, guardava in camera con gli occhi allucinati e le labbra serrate in una espressione di grande ostilità, dicendo a noi adulti, che le avevamo rubato il futuro, crede sia una cosa lodevole? Io ho visto una ragazzina triste, sofferente, che non sta vivendo la propria adolescenza ma sta girando il Mondo per fare quello che Governi e Politica, oltre che comuni cittadini, dovrebbero fare normalmente e quotidianamente. In questo senso dico che le abbiamo rubato l’adolescenza, ma lei non può accusare nessuno di noi con gli occhi spiritati e la voce da Mercoledì Adams. Perché non veste di abiti fatti con rami e muschio intessuti? Perché usa una cerata gialla fatta con polimeri del petrolio? Vedo una palese mancanza basilare di coerenza… Scrivere queste affermazioni sui Social ha provocato un terremoto, perché non c’è niente da fare, Greta piace o non piace, insomma ha il potere di schierare l’Opinione Pubblica.

Mi è stato detto che parlo così perché non conosco i giovani, che sicuramente sono zitella, arrapata e sterile, per questo disprezzo Greta. In realtà sono madre di quattro figli, mi occupo per lavoro di bambini e adolescenti da trent’anni e sono una donna realizzata e felice; proprio per questo ritengo che l’atteggiamento di Greta abbia poco di esclusivamente suo. Intendo che il suo amore per il clima è encomiabile ma non scevro da condizionamenti dovuti da un lato alla malattia, che porta ad atteggiamenti ripetitivi, direi quasi maniacali, e dall’altro a chi ne usa la determinazione (fissazione direi) nel perseguire lo scopo. Credo che nel suo caso, se non fosse stato il clima a colpirla, avrebbe potuto essere la salvaguardia della foca artica o dei licheni in estinzione della tundra (ricordiamoci che la fanciulla è svedese…). Greta ha cominciato a neanche quattordici anni ad incatenarsi alla cancellata del Parlamento svedese invece di andare a scuola, per sensibilizzare i Governanti del suo Paese al tema ambientale: ma secondo voi, io da madre, non avrei cercato di capire il disagio di mia figlia? Le avrei permesso di saltare le lezioni ogni giorno? Non mi sarei preoccupata della sua unica ragione di vita? Sono convinta che i suoi genitori abbiano compreso la portata di quel che la figlia stava facendo e, non importa se non frequentava la scuola, tanto ha la Sindrome di Asperger, un tratto autistico cioè, e imparava lo stesso e più velocemente degli altri, facciamola diventare un fenomeno, vuoi che non ci scappi qualche milletto di diritti televisivi? Mi sento di dire che la sua famiglia in primis usi la “determinazione” di Greta per vari scopi, per non parlare di chi necessita di “masanielli” dietro i quali nascondersi per sollevare le folle. Il Clima è argomento fondamentale per la Terra e Greta ha avuto la capacità di riportare in piazza i giovani, cosa che non avveniva più da decenni con questa diffusione e metodicità, ma non è con sporadici e clamorosi avvenimenti che si salva il Pianeta. Politica, coscienza personale e responsabilità sociale stanno alla base di un vero e durevole cambiamento; da quando c’è il fenomeno Greta, a parte qualche centinaio di migliaio di borracce in alluminio, vendute per eliminare la plastica delle bottigliette, non ho visto molto altro…

Io sono una Biologa e studio la Terra e i suoi equilibri naturali da quando ero bambina, una vera passione; amare la Natura e salvarla dalla pericolosa deriva distruttiva intrapresa dagli esseri umani negli ultimi 30 anni, richiede le prese di posizione dei Governi e il cambiamento di stili di vita dei singoli, così radicali, che dubito che anche solo 1 su 100 di quelli che inneggiano alla Giovanna D’Arco dell’Ambiente, metterebbero in atto. Per salvare il Pianeta dovremmo tutti tornare a vivere come il Poverello di Assisi, dormendo in case scaldate poco e a legna, mangiando una volta al giorno cibi raccolti o prodotti nell’orto di casa, carne poche volte l’anno, vestendo con pochi e semplici abiti e andando a piedi, altro che villaggio globale e vacanze low cost alle Maldive! E neppure basterebbe, perché siamo quasi 8 miliardi di persone, molte delle quali devono ancora fare tutto il percorso di emancipazione e di culturizzazione che stanno dietro alla pseudo coscienza ecologica di noi Occidentali. Allora la smettiamo di fare le vergini in purgatorio e di andare dietro ad una ragazzina che avrà pure dei pregi, avendo fatto nascere un movimento dagli obiettivi lodevoli, ma che sembra il festival delle ovvietà; che attraversa l’oceano in una barca a vela da centinaia di migliaia di euro ad energia solare, non certo su una piroga di legni incordati, sdoganata solo perché non usa energia fossile, ma è di vetro resina…. Cosa c’è di ecologico in tutto questo? Dov’è la coerenza? Io vedo solo propaganda e poche proposte fattive… Mi meraviglio del giudizio generalizzato dei novelli ecologisti, che trovo alquanto allineato. L’inquinamento del Pianeta nasce dal boom economico del Dopoguerra, momento in cui i popoli occidentali hanno avuto accesso al benessere diffuso, rappresentato dai beni di consumo, la gran parte inutili, amorevolmente prodotti dall’Industria, che altro non fa che soddisfare bisogni spesso da lei stessa generati. Le ultime tre generazioni, quella dei nostri nonni, dei nostri genitori e la nostra, sono responsabili di tutto questo: ve la sentireste di rinunciare al benessere e alle comodità che quotidianamente usiamo per vivere, anche nelle espressioni più banali e scontate che questo presuppone? I sostenitori di Greta credono che basti scendere in piazza alle manifestazioni per scrollarsi di dosso le responsabilità che ognuno di noi ha a riguardo? O facciamo come quelli che in nome della Religione compiono le peggiori nefandezze, perché credono di avere la Verità in tasca?

Ci andrei piano con affermazioni così severe, siamo tutti responsabili. Io non critico Greta, non mi sento sgridata da lei; quella semplicità che sembra ispirarla noi adulti, adolescenti, uomini e donne del 2020 ce la siamo scordata da tempo, ma non fate i moralisti per favore. E’ vero che quel che è stato fatto negli ultimi decenni renderà rischioso il domani ai giovani di oggi, gli abbiamo ipotecato il futuro, ma lo abbiamo fatto credendo di dargli una vita migliore, in cui non si muore più di fame, di malattie e di freddo, ed è esattamente quello che stanno cercando di fare i genitori degli adolescenti indiani o cinesi, non importa se inquinano. Avete ragione quando dite che dobbiamo svegliare le coscienze di tutti, ma prima ancora le nostre. Quando vedrò azzerata la vendita dei cellulari (alcuni loro componenti utilizzano minerali rari e preziosi la cui estrazione e commercializzazione provoca guerre, esodi e distruzione della natura), quando tutti andremo a piedi e rinunceremo ai plus della vita agiata che conduciamo, sarò la prima a scrivere ed urlare che Greta è il Messia del Clima, ma sino ad allora, per me tutto questo sarà solo strumentalizzazione e moda.

Basta! non voglio più sentir parlare di questi argomenti da festival delle ovvietà, qualcuno ha scritto da “oroscopo natalizio”. Chi osanna e segue Greta, da subito passi ad uno stile di vita pro-Pianeta, rinunci a tutto e vada scalzo coi sandali francescani, altrimenti non lo degno di attenzioni!

Da Torino, passo e chiudo…

Sto camminando in una via del Centro, passo davanti alle vetrine dell’ennesimo fast food, “non luogo” per eccellenza; è metà mattina, un orario non canonico per consumare un pasto di carne, patate e condimenti grassi; dentro qualche avventore, studenti, pochi, il resto, gente sola, con nella mano sinistra il panino, nella destra un cellulare, sembra di ultima generazione…

“Incredibile”, penso, nell’Era Digitale, della connessione totale, continua, assoluta, del Villaggio Globale, della Rete integrata e integrante, la gente sta sola. Certo, in quel momento convinta di essere in rapporto con il resto del Mondo attraverso un dispositivo iper tecnologico, nella realtà, sola.

L’illusione dell’Uomo dell’Antropocene è proprio questa, sentirsi connesso in ogni momento dell’esistenza, peccato che la connessione lo veda unico presente. Questo rimarco nelle mie terapie nutrizionali, che sono sempre più legate alla psiche che al cibo; i miei interlocutori si sentono persi in questo oceano di connessione, orribilmente persi, con la convinzione che gli altri ci siano, ma non li trovano. Certo, dall’altra parte del mezzo tecnologico ci sono persone in carne ed ossa, a loro volta connesse dall’apparecchio, ma anch’esse sole.

In questa situazione di solitudine esistenziale ed emotiva, il cibo entra in maniera preponderante: chiediamo aiuto, vogliamo essere ascoltati, cerchiamo relazioni che ci permettano di guardarci negli occhi, di toccarci, di percepire le emozioni che ci animano, ma non le troviamo, a risponderci un touch screen fatto di cristalli liquidi, come i sentimenti che sentiamo fluire in noi, contrastanti. Il cibo, dicevo, diventa una presenza rincuorante, disponibile; non fa domande, si concede senza chiedere corrispettivi, calma e lenisce il dolore esistenziale; scende nella gola e scalda lo stomaco come uno sciroppo per la tosse. Non importa se nel frigo ci sono cibi dolci, salati: il bulimico li mangia e li mischia senza un significato di gusto o coerenza; il loro uso è strumentale, diminuisce il bruciore nel petto, calma l’ansia.

Ieri una bellissima fanciulla di 19 anni, poco più che bambina, con la pelle liscia e perfetta, gli occhi grandi, neri, la voce calma, contenuta, è entrata nel mio studio; si è seduta educata, con la schiena dritta e le mani elegantemente poggiate l’una sull’altra e ha iniziato a raccontarmi del perché della sua visita, voleva imparare a mangiare bene, perché normopeso, sapere come comporre i pasti. Non mi ha convinta con la sua faccina pulita, i modi cortesi; le ho fatto una domanda diretta, spietata: “cosa vuole davvero da me?”

I suoi occhi hanno velocemente guardato attorno, smarriti, hanno iniziato a bagnarsi prima, poi a produrre lacrime come un fiume in piena, mi ha raccontato che ha preso 5 chili negli ultimi mesi, che mangia qualunque cosa trovi in frigo o in dispensa e che il padre le dice che è grassa, la madre la sgrida se la vede mangiare. Mi racconta che da quando è piccola a casa sua ognuno pensa per sè, i genitori lavorano sui tre turni e chi arriva mangia, senza orari fissi, senza un pasto preparato e condiviso in famiglia, nessuno si occupa di cosa fa, di cosa mangia.

Questa splendida ragazzina è sola, ha un fratello grasso e una sorella trasparente: modi diversi per esternare lo stesso male di vivere. Mi alzo, le prendo le mani, la abbraccio, si scioglie in un pianto incontenibile, mi chiede aiuto. Le parlo con voce bassa, persuasiva, come si fa con un cavallo che si cerca di calmare, le propongo di vederci ogni settimana, per fare due chiacchiere; non sono una psicoterapeuta per diritto scolastico ma sono una ascoltatrice attenta, una lettrice dei segnali che le persone che ho di fronte mi inviano. La dolce bambina è andata via con gli occhi tristi ma sorridenti, dentro vi ho letto la speranza di aver trovato ascolto, comprensione.

Ecco, di questo ha bisogno l’Uomo della Società Liquida, integrata, globale, della fine dei riferimenti forti, della famiglia disgregata e della richiesta di performance a prescindere: combattere la solitudine che, in questa era sovraffollata e iper connessa, fa ancora più male, è ancora più dura.

25 Gennaio 2020/da user-pannunzio
Tags: Attualità, clima, Scienza
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi attraverso Mail
https://www.pannunziomagazine.it/wp-content/uploads/2020/01/images.jpg 183 275 user-pannunzio http://www.pannunziomagazine.it/wp-content/uploads/2020/01/Intestazione-Centro-Pannunzio.png user-pannunzio2020-01-25 14:12:312020-02-10 14:28:23Missing Greta di Mara Antonaccio
Potrebbero interessarti
A Torino nasce il coordinamento dei comitati per il no al Referendum sul taglio del numero dei parlamentari
La depressione climatica è il nuovo male del secolo, di Virginia Fabbiani-Green
Quando i buoni scatenano i Cavalieri dell’Apocalisse, di Dino Cofrancesco
Caccia alle streghe, incompatibile con la democrazia liberale, di Pier Franco Quaglieni
Spegnere la televisione ed evitare di leggere i giornali non servirà a sconfiggere il coronavirus. Anzi, renderà tutti molto più vulnerabili, di Giorgio Levi-Il Times
Due dighe lunghe 636 km potrebbero proteggere 25 milioni di europei dall’innalzamento marino, di Luigi Bignami
Homo homini lupus, di Chicca Morone
Caro Direttore, di Luigi Ferri

Cerca

Search Search

Categorie

  • Attività
  • Cinema
  • Costume e Società
  • Domani
  • Enogastronomia
  • Eventi
  • I dibattiti
  • I lettori scrivono
  • Ieri
  • In evidenza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • News
  • Oggi
  • Politica
  • Rubriche
  • Saggi
  • Scienza e medicina

Archivio

  • Ottobre 2026
  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Maggio 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Ottobre 2021
  • Settembre 2021
  • Agosto 2021
  • Luglio 2021
  • Giugno 2021
  • Maggio 2021
  • Aprile 2021
  • Marzo 2021
  • Febbraio 2021
  • Gennaio 2021
  • Dicembre 2020
  • Novembre 2020
  • Ottobre 2020
  • Settembre 2020
  • Agosto 2020
  • Luglio 2020
  • Giugno 2020
  • Maggio 2020
  • Aprile 2020
  • Marzo 2020
  • Febbraio 2020
  • Gennaio 2020

Tag

Alimentazione Antropologia Arte Attualità Cibo Cinema costume Cucina Cultura donne economia enogastronomia epidemai epidemia Filosofia futuro Giornalismo ieri industria lavoro Letteratura libertà Libri magistratura media Medicina musica nutrizione pandemia persecuzioni Poesia Politica psiche Psicologia Religione resistenza salute Scienza scuola Società Storia terrorismo Vino virus welfare

Visitatori

479882

Articoli recenti

  • Dio, l’uomo, la morte, di Marco Calzoli
  • Il leviatano che sta arrivando a Torino, di Pier Franco Quaglieni
  • Perdersi negli altri e nelle cose. Le lettere di Benedetto Croce, di Alessio Magaddino

Categorie

  • Attività
  • Cinema
  • Costume e Società
  • Domani
  • Enogastronomia
  • Eventi
  • I dibattiti
  • I lettori scrivono
  • Ieri
  • In evidenza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • News
  • Oggi
  • Politica
  • Rubriche
  • Saggi
  • Scienza e medicina

Archivio

  • Ottobre 2026
  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Maggio 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Ottobre 2021
  • Settembre 2021
  • Agosto 2021
  • Luglio 2021
  • Giugno 2021
  • Maggio 2021
  • Aprile 2021
  • Marzo 2021
  • Febbraio 2021
  • Gennaio 2021
  • Dicembre 2020
  • Novembre 2020
  • Ottobre 2020
  • Settembre 2020
  • Agosto 2020
  • Luglio 2020
  • Giugno 2020
  • Maggio 2020
  • Aprile 2020
  • Marzo 2020
  • Febbraio 2020
  • Gennaio 2020

Contatti

Centro Pannunzio
Associazione culturale libera fondata a Torino nel 1968

Via Maria Vittoria, 35 H
10123 Torino (TO)

Tel 011 8123023
redazione@pannunziomagazine.it
www.centropannunzio.it

Logo IPSNet Webagency Torino

© Copyright - Pannunzio Magazine | Realizzazione sito web: IPSNet Web Agency Torino
  • Home
  • Ieri
  • Oggi
  • Domani
  • In evidenza
  • Costume e Società
  • Politica
  • Dibattiti
  • News
  • Rubriche
  • Eventi
  • Attività
  • Scienza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • Saggi
  • Cinema
  • Galleria
  • Redazione
  • Contatti
Collegamento a: Toc Toc, qui abita l’Antisemitismo di Mara Antonaccio Collegamento a: Toc Toc, qui abita l’Antisemitismo di Mara Antonaccio Toc Toc, qui abita l’Antisemitismo di Mara Antonaccio Collegamento a: Mai dimenticare di Giorgio Levi Collegamento a: Mai dimenticare di Giorgio Levi Mai dimenticare di Giorgio Levi
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
Gestisci Consenso Cookie
Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi. Consulta la nostra Privacy Policy
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}