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Ebbene quello che pensavo di non udire l’ho dovuto ascoltare. Si sapeva, leggendo quanto era capitato in altre epidemie, che avrebbe potuto capitare, che come già accennavo ieri sera di fronte alla emergenze si presenta non solo il meglio dell’uomo ma purtroppo anche il peggio. Un gruppo di giovani fuori di un bar che stava per chiudere, a Bologna, riferitemi oggi telefonicamente da una amica: “Perché dobbiamo sacrificare il nostro aperitivo serale e la movida per salvare quattro anziani che sono solo un costo per la società e quindi per noi giovani? Perché spendere tanti soldi per curarli quando rappresentano già un peso sul bilancio per pagare le loro pensioni? Non é giusto che venga lasciato un po’ di spazio a noi e che in fondo queste epidemie servono proprio a questo?” ” Perché se per noi è una malattia non grave non dobbiamo più poter andare a sciare, in piscina, in palestra, a ballare?”. Su un altro versante scelte altrettanto discutibili da parte di gestori di strutture private convenzionate” Noi continuiamo a prenotare le visite e interventi anche quelle non urgenti perché non intendiamo rinunciare al budget che ci é assegnato; è in fondo un servizio che diamo ai cittadini e ci stupisce che alcuni rinuncino”. Credo che in questo caso i pazienti siano più saggi dei responsabili delle strutture e compredano che il rischio non deve essere corso per una prestazione che può essere differita anche perché é quanto viene fatto da quelle stesse strutture a fine anno quando il budget è stato esaurito. Per quanto riguarda quei giovani che rivendicano in quel modo la loro libertà e il loro futuro ricordo che abbandonare i valori di fondo della convivenza e del reciproco sostegno non solo è eticamente una grave irresponsabile posizione sulla quale non voglio neppure esprimere la mia totale disapprovazione per la loro gravità e inaccettabilità , ma quel ragionamento é un segno di grave ignoranza che metterà a grave rischio la propria salute perché una parte non piccola dei giovani colpiti dovrà essere curato in rianimazione intubato in coma farmacologico e con respirazione assistita e per il momento da 2 a 5 di loro ogni mille colpiti morirà per questa malattia.
Molti infetteranno i propri genitori, non solo i propri nonni, e avranno sulla coscienza per tutta la vita il dolore e la morte che avranno arrecato ai propri cari per la loro immatura irresponsabilità.