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Lettera Aperta ai Governanti e ai Banchieri. Rileggete Ezechiele e Paolo VI e guardate prioritariamente la Metà della Città che sta male.
Stamane alle 5.30, aperto l’IPad, leggo una mail giuntami da una partita IVA che ha appena perso il lavoro e Vi scrivo.In una Città le voci di riferimento sono il Sindaco, il Vescovo, il Prefetto , il Questore e se e’ una Città capoluogo di Regione , il Presidente della Regione e i Presidenti di Banca .Il 15.8.2012 nella Omelia di Ferragosto l’Arcivescovo Nosiglia disse che ” A Torino la metà della Città che sta bene non si accorge della metà della Città che sta male” una denuncia forte che venne recepita da pochi. Quella metà della Città che sta male oggi sta molto peggio e fa poca notizia anche se è cresciuta nel numero.Gli effetti del Coronavirus sono arrivati su questa Metà della Città sofferente come un macigno. Non avendo contratti a tempo indeterminato o essendo partite IVA sono i primi a cui si tagliano le collaborazioni, se sono commercianti, baristi o ristoratori da almeno 3 settimane hanno subito un taglio degli incassi del 50-70% e in alcune zone , come le zone rosse, subiranno la norma della chiusura degli esercizi alle 18. La mail che mi è giunta da un quarantenne , partita IVA, oltre al lamento dei baristi dove entri per un caffè , del titolare del ristorante dove vai a mangiare un piatto di pasta , strappano il cuore. Ieri era Domenica e mi è venuta in mente una frase di Ezechiele che ho letto anni fa nella Chiesa di Morgeaux in Valle D’Aosta : “Dammi un cuore di carne”..Purtroppo sovente i governanti ai vari livelli non hanno un cuore di carne , forse non hanno letto Ezechiele, non hanno capito Mons. Nosiglia ne’ ricordano Paolo VI quando diceva che la politica è il più grande gesto di carità, nel senso che i politici dovrebbero avere per missione una scala delle priorità che mette al primo posto gli ultimi.Se Il Governo lasciasse ai Tecnici la gestione del CORONAVIRUS dovrebbero pensare di intervenire OGGI con un Decreto di Misure a favore del LAVORO, con blocco delle bollette, rinvio delle tasse e dei mutui, con aiuti diretti a chi non ha lavoro o lo ha perso con una Credit Card da alcune centinaia di euro al mese e lanciando un Piano di Investimenti produttivi e un Piano di Lavoro socialmente utili.Senza questi interventi alcune piccole aziende chiuderanno a causa di uno Stato cieco che gli blocca conti correnti e ne strozza la attività o di tante partite IVA asfissiate dalla disdetta dei contratti di collaborazione.I libri di Storia ci spiegheranno che dal 2008 gli abitanti delle cosiddette società avanzate sono stati divisi in Cittadini di serie A, coloro che avendo un reddito fisso potevano andare al mare o in montagna all’annuncio di misure restrittive e da Cittadini di serie B che vivevano alla giornata una esistenza difficile e senza speranza con la morte nel cuore…..Torino negli anni 50 e 60 era la Città della Speranza per chi ci arrivava a cercare un lavoro,Da oltre dieci anni per chi non ha lavoro o non ha un lavoro fisso è diventata la Città della delusione. L’unica speranza è l’arrivo della Tav, ma la TAV arriverà solo nel 2030. A una recente manifestazione il Presidente di una importante Banca torinese mi ha ringraziato per l’impegno a favore della TAV. Gli ho risposto Grazie ma occorre che Torino arrivi in piedi al 2030 altrimenti il mio coraggio sarà stato vano.Ecco perché mi auguro e prego che oltre ai governanti , le Banche, che hanno appena annunciato utili miliardari, leggendo Ezechiele , studino delle misure umane e urgenti a favore di chi non può pagare mutui e bollette e finanzino  le piccole aziende che dopo aver resistito anni non vogliono chiudere la speranza ai propri figli e ai propri collaboratori.Mino Giachino