Pannunzio Magazine
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a X
  • Collegamento a Youtube
  • Home
  • Ieri
  • Oggi
  • Domani
  • In evidenza
  • Costume e Società
  • Politica
  • Dibattiti
  • News
  • Rubriche
  • Eventi
  • Attività
  • Scienza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • Saggi
  • Cinema
  • Galleria
  • Redazione
  • Contatti
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu

La Psiche e la sua collocazione ai tempi odierni, di Anna Maria Pacilli

Scienza e medicina

In questi giorni mi tornano spesso alla memoria le parole del Prof. Filippo Maria Ferro, mio Direttore della Cattedra di Psichiatria presso l’Università di Chieti, il quale sosteneva come la Psichiatria fosse sempre stata collocata ai margini delle discipline mediche, un pò come Cenerentola dell’omonima fiaba. La sua introduzione, come reparto clinico, nell’ambito degli ospedali generali è sempre avvenuta in ritardo rispetto ad altri reparti e con molte lotte e fatiche. La cura dei malati psichici era relegata più alla loro custodia, perchè pericolosi socialmente, che ad una cura vera e propria tesa al miglioramento delle condizioni psicopatologiche.
Eppure non possiamo disconoscere che il benessere complessivo di un individuo sia compreso nell’aggettivo multicomposto “biopsicosociale”: corpo e psiche non viaggiano su due binari separati e neppure paralleli bensì intersecantisi, o, meglio, appare necessaria la cura dell’uno e la cura dell’altra: non a caso le cosiddette malattie psicosomatiche denotano una compromissione sia fisica che psicologica, che si intrecciano. Il tutto immerso nelle relazioni sociali. Già Aristotele sosteneva che l’uomo è un animale sociale, non può vivere senza relazionarsi con i suoi simili, nel bene e nel male. Questa introduzione perchè nei tempi odierni, quelli dell’infezione da Coronavirus Covid-19, ci troviamo a vivere in un clima di distanziamento dalle relazioni sociali. Dagli inizi di Marzo, quando fu annunciata l’epidemia, uscendo di casa, si “incontravano” persone ( poche) che si aggiravano con aria circospetta, avvinte dal timore di toccarsi, incontrarsi, con occhi spesso allucinati, Parlo al passato non perchè l’epidemia sia passata e noi ora siamo liberi di girare tranquillamente, ma perchè a distanza di quasi due mesi, chi incontro mi pare essersi assuefatto ad un clima del genere: ora è diventata per lo più una consuetudine indossare la mascherina, una sorta di parte integrante del nostro viso, la distanza fisica di un metro è più viene solitamente rispettata. Insomma ci abbiamo fatto un pò l’abitudine. Questo ha sicuramente il risvolto positivo di evitare il propagarsi dell’infezione, che, assieme a più attente norme igieniche, è l’unica cosa che da cittadini potessimo fare.

Precauzione giustissima, su cui non si discute. Come giustissimo evitare gli assembramenti di persone ed è comprensibile anche da parte mia, che virologa non sono. Ma, da psichiatra, mi sorge il dubbio che questo atteggiamento di distanziamento che adottiamo ora, forse, e spero di sbagliarmi, non lo perderemo molto facilmente a pandemia finita, anche perchè ci è stato detto che il virus ha mietuto molte vittime ( soprattutto contagi) in quanto, da buon parassita, ha cercato e sta cercando in noi un ospite di cui “nutrirsi”. Quando si sarà assestato ( se ci sarà immunità, perchè ci è stato anche detto che immunità potrebbe non esserci mai), abbasserà la sua carica virale. Ecco, mi preme, ripeto, anche se non ho competenze virologiche, ma sono un medico che si informa da fonti attendibili, sottolineare che non è tanto importante la presenza del virus: particelle del virus potrebbero depositarsi ovunque: quella che determina l’infezione vera e propria e, purtroppo, la massiccia reazione immunitaria delle nostre difese, è la quantità di virus, la carica virale, in definitiva. Eppure ci è stata vietata anche una passeggiata da soli, all’aria aperta. Non è questa la sede per fare polemiche sulle misure adottate, sicuramente non eravamo preparati ad una pandemia, oppure chi avrebbe potuto quantomeno intuirla, l’ha sottovalutata, considerandola all’inizio una banale influenza. D’altronde, è anche vero che si tratta di un virus a noi sconosciuto prima d’ora. Qui vorrei porre l’accento sul nostro aspetto psicologico, dopo aver accennato a quello sociale.
In un clima come quello che stiamo vivendo a me pare che i vissuti della nostra psiche non siano stati affatto considerati, ma da psichiatra credo che sia importante ora, per non riuscire a fare fronte poi ad altri tipi di pandemie ma, queste, sul versante psicologico, un atteggiamento di prevenzione primaria. In tutte le regioni d’Italia sono stati attivati centri di ascolto, se non in videoconferenza, almeno telefonici, perchè ognuno trovi il suo spazio per parlare delle sue paure, in un clima di condivisione del disagio che non è solo il proprio ma può essere un elemento che ci accomuna.
Videochiamate sono disponibili attraverso vari mezzi di comunicazione per chi è già in carico ai servizi di salute mentale ed è sicuramente più semplice per noi controllare l’andamento della salute psichica, laddove non sia possibile farlo di persona.
Ma mi pare importante diffondere la consapevolezza della possibilità di accesso, e lancio questo messaggio anche attraverso il mio blog, a chiunque, perchè una paura ora giustificata, non diventi una fobia anche nel lungo termine e si continui ad individuare nel virus ( e nell’altro) un possibile persecutore. Questa pandemia ha determinato uno sconvolgimento non solo del singolo ma dell’intera società, Un clima di egocentrismo, con una sorta di rafforzamento di una cultura dell’Io: e lo si vede, in giro, o, almeno, a me è capitato di vedere, perchè la percentuale di mascherine di tipo “difensivo”, con o senza filtro, supera il numero di quelle chirurgiche, le mascherine “altruiste”, che non permettono di infettare l’altro. Sto parlando di gente comune, non di sanitari e, sono certa, in molti casi, di gente che non è affetta da reali problemi fisici da giustificarne l’uso a scopo precauzionale.
Poniamo, come specialisti che si occupano della psiche, molta più attenzione alle categorie più deboli, fragili psicologicamente, che hanno meno “resilienza”, un termine ormai diventato iperabusato, alla situazione attuale.
Queste categorie sono quelle a maggior rischio di suicidio, eventualità che non è molto remota.
Alla fine della pandemia ci sarà chi avrà perso il lavoro, chi non avrà abbastanza soldi per riaprire la sua attività, chi dovrà vendere a poco ciò che aveva a chi si approfitterà dei momenti di debolezza e bisogno altrui. Ovviamente non mi sto riferendo ad individui già in cura per problematiche psichiatriche che, pure, potrebbero subire un peggioramento del quadro psichico, ma anche a chi finora ha vissuto uno stato di perfetto equilibrio o, comunque, di una buona capacità di adattamento alle avversità della vita. Da questa pandemia potrebbero scaturire molte altre avversità.
Ecco perchè la risposta all’emergenza psicologica deve essere immediata, capillare, ed andare oltre le pratiche generali di salute mentale, seppure indispensabili in ogni tempo.
Esistono dati che dimostrano che i decessi per suicidio sono aumentati negli Stati Uniti durante la pandemia da influenza del 1918-1919 e tra gli anziani di Hong Kong durante l’epidemia da sindrome respiratoria acuta grave (SARS) del 2003. Il contesto attuale, purtroppo, è simile.
Il rischio di suicidio aumenta anche a causa dello stigma nei confronti di soggetti COVID-19 positivi e le loro famiglie, ed anche nell’ambito della stessa famiglia laddove il distanziamento sociale è diventato l’atteggiamento imperante.
L’isolamento sociale, “l’intrappolamento”, e la solitudine, contribuiscono all’aumento del rischio suicidario, in particolare per le persone che sono ancora alle prese con l’elaborazione di un lutto. Fornire supporto a coloro che vivono soli e fornire loro un aiuto facilmente accessibile è fondamentale.
Le persone con disturbi psichiatrici potrebbero sperimentare un peggioramento dei sintomi e altri potrebbero sviluppare nuovi problemi, come disturbi sul versante depressivo, uso di sostanze, come forma di autocura dell’ansia e stress post-traumatico, tutti problemi che favoriscono gli atteggiamenti autolesivi.
Non posso, in questo ambito, non fare cenno agli operatori sanitari, dei quali ho parlato già diffusamente in un altro articolo, e che si sono dovuti confrontare direttamente con la cura della malattia e con la morte dei loro assistiti, o con lo sperimentare su di sé i primi sintomi, peraltro all’inizio confondibilissimi con una banale influenza che, però, in questa infezione, se non adeguatamente trattati, possono portare dalla prima fase, quella dell’esordio, alla evoluzione alle fasi successive che poi richiedono il ricovero nei reparti di terapia intensiva. Oggi, per fortuna abbiamo conosciuto meglio l’infezione ed anche riusciamo a curarla in modo più adeguato.
Non è neppure trascurabile, a proposito del rischio suicidario, l’elemento che in questo lockdown, alcuni mezzi potenzialmente letali come armi da taglio, disinfettati, candeggina e analgesici, potrebbero essere più facilmente alla portata di chiunque, perché accumulati in casa.
Non da ultimo, i resoconti spesso dettagliati da parte dei media sul suicidio possono portare a picchi di suicidio, perchè, se da un lato fornire notizie è corretto, dall’altro, l’esposizione ripetuta e dettagliata a morti, dolore e ospedali può aumentare la paura, incrementare l’emulazione, e quindi il rischio di suicidio.
Ma sono a nostra disposizione prove basate sull’evidenza scientifica in questo ambito, che possono fornirci un valido aiuto nella prevenzione del suicidio.
Non dimentichiamo, inoltre, che a differenza della incertezza rispetto all’immunità alla infezione da Covid-19, che potrebbe esserci oppure no a livello immunoglobulinico, a livello psicologico l’immunità da un disagio psicologico non è garantita per nessuno di noi.



Riferimenti bibliografici

Holmes EA, O’Connor RC, Perry VH, et al. Multidisciplinary research priorities for the COVID-19 pandemic: a call for action for mental health science. Lancet Psychiatry 2020; published online April 15. https://doi.org/10.1016/S2215-0366(20)30168-1.
Yao H, Chen JH, Xu YF. Patients with mental health disorders in the COVID-19 epidemic. Lancet Psychiatry 2020; 7: e21.
O’Connor RC, Kirtley OJ. The integrated motivational-volitional model of suicidal behaviour. Philos Trans R Soc Lond B Biol Sci 2018; 373: 20170268.
Niederkrotenthaler T, Braun M, Pirkis J, et al. Association between suicide reporting in the media and suicide: systematic review and meta-analysis. BMJ 2020; 368: m575.
World Health Organization. Preventing suicide: a resource for media professionals. Update 2017.

28 Aprile 2020/da user-pannunzio
Tags: psiche
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi attraverso Mail
https://www.pannunziomagazine.it/wp-content/uploads/2020/04/psiche.jpg 167 301 user-pannunzio http://www.pannunziomagazine.it/wp-content/uploads/2020/01/Intestazione-Centro-Pannunzio.png user-pannunzio2020-04-28 17:19:092020-04-28 17:19:11La Psiche e la sua collocazione ai tempi odierni, di Anna Maria Pacilli
Potrebbero interessarti
Il lato positivo delle cose, di Mara Antonaccio
La psiche in tempi virali. Considerazioni sparse, di Anna Maria Pacilli
La banalità di io, di Fiammetta Nuovo
Morire dal vivere, di Riccardo Ferrero
L’Autolesionismo nei Disturbi del Comportamento Alimentare, di Anna Maria Pacilli
“La psicoanalisi è scienza o arte ?”, di Giuseppe Brescia
Medicina normale versus Medicine Alternative, di Giorgio Trucco
Nascita del gusto: rapporto madre-figlio, di Mara Antonaccio

Cerca

Search Search

Categorie

  • Attività
  • Cinema
  • Costume e Società
  • Domani
  • Enogastronomia
  • Eventi
  • I dibattiti
  • I lettori scrivono
  • Ieri
  • In evidenza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • News
  • Oggi
  • Politica
  • Rubriche
  • Saggi
  • Scienza e medicina

Archivio

  • Ottobre 2026
  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Maggio 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Ottobre 2021
  • Settembre 2021
  • Agosto 2021
  • Luglio 2021
  • Giugno 2021
  • Maggio 2021
  • Aprile 2021
  • Marzo 2021
  • Febbraio 2021
  • Gennaio 2021
  • Dicembre 2020
  • Novembre 2020
  • Ottobre 2020
  • Settembre 2020
  • Agosto 2020
  • Luglio 2020
  • Giugno 2020
  • Maggio 2020
  • Aprile 2020
  • Marzo 2020
  • Febbraio 2020
  • Gennaio 2020

Tag

Alimentazione Antropologia Arte Attualità Cibo Cinema costume Cucina Cultura donne economia enogastronomia epidemai epidemia Filosofia futuro Giornalismo ieri industria lavoro Letteratura libertà Libri magistratura media Medicina musica nutrizione pandemia persecuzioni Poesia Politica psiche Psicologia Religione resistenza salute Scienza scuola Società Storia terrorismo Vino virus welfare

Visitatori

479095

Articoli recenti

  • Perdersi negli altri e nelle cose. Le lettere di Benedetto Croce, di Alessio Magaddino
  • Il mercato, da sempre crocevia di commerci
  • La pace, la democrazia, la Patria, di Pier Franco Quaglieni

Categorie

  • Attività
  • Cinema
  • Costume e Società
  • Domani
  • Enogastronomia
  • Eventi
  • I dibattiti
  • I lettori scrivono
  • Ieri
  • In evidenza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • News
  • Oggi
  • Politica
  • Rubriche
  • Saggi
  • Scienza e medicina

Archivio

  • Ottobre 2026
  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Maggio 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Ottobre 2021
  • Settembre 2021
  • Agosto 2021
  • Luglio 2021
  • Giugno 2021
  • Maggio 2021
  • Aprile 2021
  • Marzo 2021
  • Febbraio 2021
  • Gennaio 2021
  • Dicembre 2020
  • Novembre 2020
  • Ottobre 2020
  • Settembre 2020
  • Agosto 2020
  • Luglio 2020
  • Giugno 2020
  • Maggio 2020
  • Aprile 2020
  • Marzo 2020
  • Febbraio 2020
  • Gennaio 2020

Contatti

Centro Pannunzio
Associazione culturale libera fondata a Torino nel 1968

Via Maria Vittoria, 35 H
10123 Torino (TO)

Tel 011 8123023
redazione@pannunziomagazine.it
www.centropannunzio.it

Logo IPSNet Webagency Torino

© Copyright - Pannunzio Magazine | Realizzazione sito web: IPSNet Web Agency Torino
  • Home
  • Ieri
  • Oggi
  • Domani
  • In evidenza
  • Costume e Società
  • Politica
  • Dibattiti
  • News
  • Rubriche
  • Eventi
  • Attività
  • Scienza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • Saggi
  • Cinema
  • Galleria
  • Redazione
  • Contatti
Collegamento a: Quarantine day, le cose che abbiamo perso, di Fiammetta Nuovo Collegamento a: Quarantine day, le cose che abbiamo perso, di Fiammetta Nuovo Quarantine day, le cose che abbiamo perso, di Fiammetta Nuovo Collegamento a: Report… e la Chiesa, di Sonia Scarpante Collegamento a: Report… e la Chiesa, di Sonia Scarpante Report… e la Chiesa, di Sonia Scarpante
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
Gestisci Consenso Cookie
Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi. Consulta la nostra Privacy Policy
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}