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In realtà la domanda contiene in sé già la risposta. Se le alghe fino a qualche tempo fa erano considerate un alimento esclusivamente asiatico, in realtà più recentemente si è visto che introdurre questo alimento tra i nostri cibi può migliorare la nostra alimentazione compensando carenze e disinquinando l’organismo.

A partire dagli anni ’90 del secolo scorso si è evidenziato che gli apporti di nutrienti nella popolazione non erano del tutto adeguati, anzi erano presenti diffuse carenze di minerali e vitamine.

Inoltre, il crollo del potere nutritivo dei cibi, dovuto sia allo sfruttamento agricolo dei terreni sia al trattamento industriale degli alimenti, ha causato un importante indebolimento del nostro terreno vitale ed ha contribuito, assieme ai fattori sociali e ambientali (urbanizzazione, stress, inquinamento), allo sviluppo delle malattie tipiche del nostro tempo.

Per sopperire a queste carenze è importante aggiungere ai pasti cibi che abbiano conservato integri nel tempo la loro vitalità e il loro potere nutritivo. Tra questi sono presenti le alghe, che la scienza moderna ha indicato come una delle più valide fonti alternative di cibo per l’umanità del futuro. Le loro proprietà benefiche derivano dal fatto che esse crescono in un ambiente denso di minerali, che assorbono dal mare e possono cedere al nostro organismo proteine di alto valore biologico, enzimi, acidi grassi essenziali e un’ampia gamma di vitamine. Le alghe non si limitano ad arricchire la nostra alimentazione. Posseggono, infatti, l’acido alginico, che non viene digerito e si lega con i metalli pesanti e con elementi radioattivi che abbiamo assorbito dall’ambiente o dagli alimenti, trasformandoli in sali insolubili che possono essere più facilmente eliminati dal nostro corpo.

L’importanza delle alghe sta nel poter essere utilizzate anche come mangime per gli animali e nella concimazione organica dei terreni. Con esse si possono anche produrre sacchetti, recipienti e contenitori, completamente biodegradabili. Assieme alle alghe marine commestibili, hanno fatto la loro ricomparsa in questi ultimi decenni nutrimenti ancora più primordiali come le microalghe verdi-azzurre, che prolificano soprattutto nelle acque dolci, ed erano considerate dalle popolazioni più antiche nutrienti da cui ricavare forza ed energia. Nell’ambito dei cosiddetti “supercibi”, come germogli, erbe di cereali, prodotti dell’alveare che hanno mantenuto caratteristiche nutrizionali superiori, le alghe verdi azzurre occupano un posto di primaria importanza, in quanto rappresentano la base della catena biologico-alimentare e sono capaci di fornire l’intero corredo nutrizionale a tutti gli organismi viventi superiori.

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