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Il prof . Umberto Levra conclude il 9 febbraio il suo mandato di Presidente del Museo Nazionale del Risorgimento di Torino , il più importante d’Italia, l’unico nazionale ( fondato nel 1878 alla morte di Vittorio Emanuele II ), di cui lo studioso è Presidente dal 2004 , ma di cui soprattutto ha creato il nuovo allestimento nel 2011 dopo anni di  intenso lavoro .
Oggi il Museo e’ davvero all’avanguardia e consente al visitatore un percorso eccezionale. Il contenitore, Palazzo Carignano, con il suo Museo, e’ diventato un’attrattiva per turisti, scolaresche ed appassionati di storia risorgimentale, perché i nuovi percorsi del Museo sono in grado di interessare studiosi e studenti contemporaneamente. Io ricordo di averlo visitato la prima volta, giovanissimo, nel 1961 con un allestimento che non era affatto consono, specie se si rapportava al fatto che in quell’anno si festeggiava “Italia 61” .Ricordo che Mario Soldati, partecipe attivo delle manifestazioni torinesi del Centenario, mi disse, molti anni dopo, di aver avuto  allora un pessimo rapporto con il Museo e di non aver più voluto andare a visitarlo successivamente, malgrado gli avessi presentato il grande Vittorio Parmentola, un direttore davvero straordinario che oscurò, fortunatamente, la non esaltante gestione di Luciano Vernetti.
Dopo tanti allestimenti poco convincenti del Museo, a partire in primis da quello aberrante di De Vecchi di Val Cismon, che lo sovvertì in chiave sabaudo-fascista, quello creato da Levra non ricalca interpretazioni ideologiche, ma esprime una costante e rigorosa attenzione storica ai fatti del Risorgimento di cui il Presidente e’ uno dei più grandi studiosi, con oltre 200 pubblicazioni.
Un nome conosciuto ed invidiato in Italia e all’estero.
E’ stato autorevole professore ordinario all’Università di Torino, dove fu allievo e poi successore di Alessandro Galante Garrone.
Non so chi possa venire nominato nuovo presidente, non vorrei brutte sorprese perché alla presidenza  del Museo occorre uno studioso e non un manager, ruolo ricoperto  egregiamente dall’attuale direttore  Ferruccio Martinotti.
Già la nomina del nuovo Presidente della Fondazione  Cavour lascia un po’ perplessi: la presidenza  di Mario Garavelli e poi di Nerio Nesi appare  un qualcosa di unico e di irripetibile. Forse la soluzione migliore sarebbe quella di rinnovare per un nuovo mandato proprio il prof. Levra che da certezza per il futuro. Levra in qualche modo e’ il Museo.