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Se pensiamo a grandi magistrati come Bruno Caccia ammazzato selvaggiamente sul marciapiede di casa, quando portava a spasso il suo cane, l’esempio vergognoso di Palamara indica il decadimento della Magistratura italiana. Ma se i Trojans fossero stati estesi ad altri magistrati e giornalisti, forse saremmo in uno scandalo nazionale che non avrebbe eguali nella storia d’Italia. Lo stesso uso dei Trojans è un’anomalia liberticida che colpisce come un contrappasso proprio i magistrati.
L’assegnazione di incarichi di vertice nelle principali Procure italiane  in base  a criteri non meritocratici ma politici e correntizi,  grida vendetta.
Il cittadino ha diritto ad una magistratura competente, non politicizzata, indipendente. L’ indipendenza e l’autonomia dei magistrati non è un suo diritto, ma un suo dovere.
Dal colpo di Stato del 1992 di Borrelli e di Pietro che ha spazzato via la I Repubblica, una parte della Magistratura ha perso il suo smalto e il suo prestigio.
Dopo le recenti intercettazioni sul processo e la condanna a Berlusconi in Cassazione per evasione fiscale, ci sono  altre ombre anche su giudici della Cassazione.
Occorre una commissione Parlamentare  d’inchiesta  che faccia chiarezza. Altrimenti l’autorità dei Magistrati che fanno il loro dovere ed onorano la toga, rischia di appannarsi in modo irreversibile.
L’imbroglio che scredita la casta, va svelato. I magistrati veri non sono e non debbono essere una casta, ma dei servitori dello Stato democratico, come indica la Costituzione.