Pannunzio Magazine
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a X
  • Collegamento a Youtube
  • Home
  • Ieri
  • Oggi
  • Domani
  • In evidenza
  • Costume e Società
  • Politica
  • Dibattiti
  • News
  • Rubriche
  • Eventi
  • Attività
  • Scienza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • Saggi
  • Cinema
  • Galleria
  • Redazione
  • Contatti
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu

Liberalismo e Liberismo, la disputa Croce-Einaudi, di Stefano Baruzzo

Ieri

La recente pubblicazione di un saggio di Giancristiano Desiderio sulla disputa tra Benedetto Croce e Luigi Einaudi sul rapporto tra liberalismo e liberismo (Croce ed Einaudi. Teoria e pratica del liberalismo, Rubbettino) invita ad alcune riflessioni, stimolate dall’attualità caratterizzata dalla volgarizzazione di entrambi i termini in discussione. L’occasione non può non richiamare in aiuto il classico sulla “querelle” curato nel 1957 da Paolo Solari (Liberismo e liberalismo. Benedetto Croce-Luigi Einaudi), ad oggi ancora ineludibile per la rievocazione storica di quel confronto a puntate che ricorse negli anni tra il 1928 e il 1941.

Disputa civile tra due grandi intellettuali uniti da stima e amicizia. Ma, contrariamente a quanto sembra suggerire il più recente saggio citato, due liberalismi radicalmente diversi, se non estranei: da una parte una concezione metastorica, dall’altra una teoria politico-empirica.

Scrive Croce: «Il liberalismo non coincide col cosiddetto liberismo economico, col quale ha avuto bensì concomitanze, ma sempre in guisa provvisoria e contingente, senza attribuire alla massima del lasciar fare e lasciar passare altro valore che empirico, come valida in certe circostanze e non valida in circostanze diverse» (Storia d’Europa nel secolo decimonono, 1932). Una distinzione già anticipata da Croce nel 1928 nella raccolta Aspetti morali della vita politica.

Egli proponeva il liberalismo come idea morale della libertà, un’idea che muove la storia umana tra successi e sconfitte, passano uomini, imperi, stati, religioni e civiltà, ma l’esigenza della libertà resta come principio metastorico che genera le lotte e contraddizioni della dialettica che spinge il divenire storico, che può essere interpretato solo alla luce di come quell’esigenza si è manifestata nelle varie epoche: «Questo [la libertà, ndr] è l’unico ideale che abbia la saldezza che un tempo ebbe il cattolicesimo e la flessibilità che questo non poté avere, l’unico che affronti sempre l’avvenire e non pretenda di concluderlo in una forma particolare e contingente… Quando, dunque, si ode domandare se alla libertà sia per toccare quel che si chiama l’avvenire, bisogna rispondere che essa ha di meglio: ha l’eterno». Appunto, l’eterna storia della libertà, assistita in Croce da una fede che la trasformò in “religione della libertà”.

Sempre nella Storia d’Europa il filosofo giunge a dire che se il comunismo avesse ragione nel sostenere che il capitalismo danneggia la produzione di ricchezza, «il liberalismo non potrebbe se non approvare e invocare per suo conto» l’abolizione della proprietà privata. Certo il filosofo espresse subito il dubbio che la soluzione comunista fosse più efficace anche ai soli fini economici, ma ribadiva che il contrasto «religioso» tra liberalismo e comunismo stava altrove, «nell’opposizione tra spiritualismo e materialismo, nell’intrinseco carattere materialistico del comunismo, nel suo far Dio della materia». Per Croce la «forma particolare» liberista viene misurata su parametri di efficacia, come la comunista, ma non è consustanziale al liberalismo che è idea morale. E Croce ribadirà tali opinioni ancora nel 1941, stimolato dal libro di Aldo Mautino La formazione della filosofia politica di B.C.

Einaudi rimase esterrefatto di tale uscita, ossia della semplice possibilità teorica che una soluzione comunista potesse essere compatibile con il liberalismo: «Si prova un vero restringimento di cuore nell’apprendere da un tanto pensatore che protezionismo, comunismo, regolamentarismo possono a volta a volta diventare mezzi usati dal politico a scopo di elevamento morale e di libera spontanea creatività umana» (Rivista di storia economica, marzo 1941).

Il liberalismo einaudiano pone anch’esso, come sempre nel pensiero liberale, la premessa della libertà come autonomia morale, essenza della dignità umana. Einaudi riconosce a Croce che il liberismo è concetto subordinato e inferiore a quello più ampio, morale, di liberalismo: «Il liberismo fu la traduzione empirica, applicata ai problemi concreti economici, di una concezione più vasta ed etica, che è quella del liberalismo» (La riforma sociale, settembre-ottobre 1928). Trovare in questo un punto di contatto tra le due concezioni sarebbe perfino banale nella sua ovvietà. Ma il liberalismo di Einaudi è una teoria politico-empirica che mira a garantire la libertà individuale; sul piano economico, il liberismo, che presuppone una libera proprietà privata, è il mezzo che meglio garantisce quella libertà: non c’è libertà individuale senza libertà economica.

Va detto che Einaudi non condivideva la definizione del liberismo di Croce: «L’atteggiamento mentale dei liberisti è lontano dal laissez faire, laissez passer», al contrario «nel regime liberistico la legge pone i vincoli all’operare degli uomini; ed i vincoli possono essere numerosissimi e sono destinati a diventare tanto più numerosi quanto più complicata diventa la struttura economica. La legge, ossia non il governo o il potere amministrativo». I vincoli “liberisti” sono posti allo stesso Stato e ai soggetti privati solo per garantire il pluralismo economico e proprio la libera concorrenza, si pensi allo stesso esempio einaudiano della legislazione antimonopolio (Argomenti, dicembre 1941). La funzione degli apparati pubblici (lo Stato) è “negativa”, ossia di garante delle regole del gioco, che si astiene da una funzione “positiva”, cioè di intervento nella vita civile ed economica che imponga comportamenti, scelte o soluzioni, disapprovato come dannoso se non immorale; e qui, Einaudi è coerente con la cultura liberista di ogni tempo, fino ad oggi.

Einaudi opponeva un concetto di “liberismo storico”: «La concezione storica del liberismo dice che la libertà non è capace di vivere in una società economica nella quale non esista una varia e ricca fioritura di vite umane vive per virtù propria, indipendenti le une dalle altre, non serve di un’unica volontà… devono, nella società libera o liberale, l’individuo, la famiglia, la classe, l’aggruppamento, la società commerciale, la fondazione pia, la scuola, la lega artigiana od operaia sentire e credere di vivere effettivamente di vita propria… Senza la coesistenza di molte forze vive di linfa originaria non esiste società libera, non esiste liberalismo. Può esistere una società comunistica, al tempo stesso nemica irreducibile del liberismo economico e del liberalismo» (La riforma sociale, marzo aprile 1931).

L’economista, infatti, non era, al contrario del filosofo, indifferente alla realtà empirica con cui il liberalismo deve confrontarsi. Tuttavia, il liberismo di Einaudi non è mero economicismo, al contrario si accompagna a una motivazione etica, perché garanzia di autonomia morale, impossibile in società pianificate. Scrisse Einaudi: «Un industriale è liberale in quanto crede nel suo spirito di iniziativa e si associa con i suoi colleghi per trattare con gli operai o per comprare e vendere in comune… è puro socialista quando chiede allo stato dazi protettivi. L’operaio è liberale quando si associa ai compagni per creare uno strumento comune di cooperazione e difesa; è socialista quando invoca dallo stato un privilegio esclusivo a favore della propria organizzazione».

Einaudi era un liberista e come tale sosteneva il pluralismo competitivo di forze vive e indipendenti, incluse le organizzazioni di classe, quando libere e non subordinate o assistite dai poteri pubblici. Disprezzava il socialismo “scientifico” marxista e il collettivismo, «sono al disotto del niente… il collettivismo è un ideale buono per le maniche col lustrino e serve solo a far morire di fame e di noia la gente» (Lotte del lavoro, 1924). Se nel «morire di fame» troviamo un giudizio empirico negativo sull’efficienza economica del sistema collettivista, in quel «morire di noia» troviamo un giudizio morale negativo sul vivere civile delle società pianificate, che negano o limitano la libertà di autodeterminazione dell’individuo e lo costringono in schemi rutinari e obbligati non sentiti come propri. Dietro il liberismo einaudiano si erge pur sempre l’individualismo liberale; il liberalismo è qui una teoria politico-empirica che mira alla tutela di questo valore ultimo. Dietro il nemico comunista, privilegiato allora nella polemica, appare ogni filosofia organicista madre del totalitarismo moderno.

I pilastri della tradizione liberale europea furono l’empirismo anglosassone e il costituzionalismo francese. Einaudi appare più coerente con tale tradizione, anch’essa eticamente motivata, come riconobbe Norberto Bobbio, che collegò Einaudi al liberalismo anglosassone di John Stuart Mill. Croce, assorbito dalla polemica filosofica contro il materialismo meccanicistico marxista, non si sottrae all’ipoteca idealistica sul liberalismo italiano, che non ha aiutato quest’ultimo a stare al passo con le correnti del liberalismo europeo.

(Stefano Baruzzo)

13 Giugno 2020/da user-pannunzio
Tags: Cultura, Filosofia, Politica
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi attraverso Mail
https://www.pannunziomagazine.it/wp-content/uploads/2020/06/croce-1.jpg 168 300 user-pannunzio http://www.pannunziomagazine.it/wp-content/uploads/2020/01/Intestazione-Centro-Pannunzio.png user-pannunzio2020-06-13 10:02:402020-06-13 10:02:42Liberalismo e Liberismo, la disputa Croce-Einaudi, di Stefano Baruzzo
Potrebbero interessarti
Il Dubbio e pillole di Filosofia, di Anna Maria Pacilli
Leone Ginzburg di Mario Barnabè
Ernesto Rossi, un grande italiano dimenticato, di Gian Piero Aureli
Il Covid-19 cambia tutto, ma non la solita scuola sbagliata, di Marco Filippa-stradeonline.it
Ricordo di Gian Paolo Pansa di Pier Franco Quaglieni
Fascismo e antifascismo oggi, di Pier Franco Quaglieni
La Genova di Tambroni e la lezione beffarda della “giusta” democrazia, di Dino Cofrancesco
Riflessioni sulla laicità tra CRISTIANESIMO ED ISLAM di Pier Franco Quaglieni

Cerca

Search Search

Categorie

  • Attività
  • Cinema
  • Costume e Società
  • Domani
  • Enogastronomia
  • Eventi
  • I dibattiti
  • I lettori scrivono
  • Ieri
  • In evidenza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • News
  • Oggi
  • Politica
  • Rubriche
  • Saggi
  • Scienza e medicina

Archivio

  • Ottobre 2026
  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Maggio 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Ottobre 2021
  • Settembre 2021
  • Agosto 2021
  • Luglio 2021
  • Giugno 2021
  • Maggio 2021
  • Aprile 2021
  • Marzo 2021
  • Febbraio 2021
  • Gennaio 2021
  • Dicembre 2020
  • Novembre 2020
  • Ottobre 2020
  • Settembre 2020
  • Agosto 2020
  • Luglio 2020
  • Giugno 2020
  • Maggio 2020
  • Aprile 2020
  • Marzo 2020
  • Febbraio 2020
  • Gennaio 2020

Tag

Alimentazione Antropologia Arte Attualità Cibo Cinema costume Cucina Cultura donne economia enogastronomia epidemai epidemia Filosofia futuro Giornalismo ieri industria lavoro Letteratura libertà Libri magistratura media Medicina musica nutrizione pandemia persecuzioni Poesia Politica psiche Psicologia Religione resistenza salute Scienza scuola Società Storia terrorismo Vino virus welfare

Visitatori

479262

Articoli recenti

  • Perdersi negli altri e nelle cose. Le lettere di Benedetto Croce, di Alessio Magaddino
  • Il mercato, da sempre crocevia di commerci
  • La pace, la democrazia, la Patria, di Pier Franco Quaglieni

Categorie

  • Attività
  • Cinema
  • Costume e Società
  • Domani
  • Enogastronomia
  • Eventi
  • I dibattiti
  • I lettori scrivono
  • Ieri
  • In evidenza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • News
  • Oggi
  • Politica
  • Rubriche
  • Saggi
  • Scienza e medicina

Archivio

  • Ottobre 2026
  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Maggio 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Ottobre 2021
  • Settembre 2021
  • Agosto 2021
  • Luglio 2021
  • Giugno 2021
  • Maggio 2021
  • Aprile 2021
  • Marzo 2021
  • Febbraio 2021
  • Gennaio 2021
  • Dicembre 2020
  • Novembre 2020
  • Ottobre 2020
  • Settembre 2020
  • Agosto 2020
  • Luglio 2020
  • Giugno 2020
  • Maggio 2020
  • Aprile 2020
  • Marzo 2020
  • Febbraio 2020
  • Gennaio 2020

Contatti

Centro Pannunzio
Associazione culturale libera fondata a Torino nel 1968

Via Maria Vittoria, 35 H
10123 Torino (TO)

Tel 011 8123023
redazione@pannunziomagazine.it
www.centropannunzio.it

Logo IPSNet Webagency Torino

© Copyright - Pannunzio Magazine | Realizzazione sito web: IPSNet Web Agency Torino
  • Home
  • Ieri
  • Oggi
  • Domani
  • In evidenza
  • Costume e Società
  • Politica
  • Dibattiti
  • News
  • Rubriche
  • Eventi
  • Attività
  • Scienza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • Saggi
  • Cinema
  • Galleria
  • Redazione
  • Contatti
Collegamento a: La Cappella Sansevero e il Cristo Velato di Scripta Maneant, un volume fotografico per raccontare il mistero dell’Arte, di Fiorella Franchini Collegamento a: La Cappella Sansevero e il Cristo Velato di Scripta Maneant, un volume fotografico per raccontare il mistero dell’Arte, di Fiorella Franchini La Cappella Sansevero e il Cristo Velato di Scripta Maneant, un volume fotografico... Collegamento a: Il peso ideale, di Mara Antonaccio – illustrazione Susan Ruiter Collegamento a: Il peso ideale, di Mara Antonaccio – illustrazione Susan Ruiter Il peso ideale, di Mara Antonaccio – illustrazione Susan Ruiter
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
Gestisci Consenso Cookie
Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi. Consulta la nostra Privacy Policy
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}