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Monica Mercedes Costa,autrice del libro “Mario Soldati il primo gourmet nell’epoca dei media “ ed . Golem

Enogastronomia, Libri

Monica Costa non ha mai conosciuto di persona Mario Soldati per evidenti  ragioni  anagrafiche.

Ma io che l’ho conosciuto e l’ho frequentato per tanti anni, posso dire, con quasi assoluta certezza, che Soldati avrebbe molto apprezzato Monica per i suoi studi sulla cultura materiale ed avrebbe letto con curioso interesse la sua tesi di laurea su di lui e, a maggior ragione, questo libro che concentra l’attenzione sul Soldati goumert.
E ‘ un libro frutto di attente e rigorose ricerche condotte con grande attenzione ,una vera rarità nel pressappochismo dilettantesco di oggi .

L’interesse soldatiano  per la gastronomia venne considerato quasi una leggerezza,una concessione  televisiva che mal si accordava,secondo alcuni, con il Soldati scrittore.
Questo libro dimostra esattamente il contrario e pone in luce la complessa e poliedrica figura di Mario che fu il primo uomo di cultura,insieme a Paolo Monelli,ad occuparsi di cibo,sicuramente il primo ad aprire un dialogo televisivo con il vasto pubblico che guardava “Lascia o Raddoppia” e seguiva Soldati nel suo viaggio alla ricerca dei cibi genuini nella Valle del Po . Un limite di Soldati fu quello di non varcare il Rubicone e di non essersi occupato della cucina toscana e soprattutto della grande cucina del Sud Italia che meritava di essere valorizzata .

Oggi chi si interessa di questi temi viene esaltato  ( vedasi Carlin  Petrini
) come un maestro, se non addirittura come un guru, ma va ricordato che  Soldati fu l’indiscusso precursore a cui tutti,bene o male, si sono ispirati.
Per capire l’animo con cui Mario si accinse al suo viaggio nella Valle del Po è sufficiente un esempio: parlò della salama da sugo di Ferrara (che fece conoscere all’Italia della fine degli anni Cinquanta), perché voleva anche parlare al pubblico televisivo dell’Ariosto,il poeta che, insieme all’ Alfieri ,amava  profondamente  come il suo amico Mario Bonfantini che nel carcere  fascista studiò a memoria i versi dell’ “Orlando Furioso”.
Quindi cultura del cibo,per dirla con Veronelli, ed anche cultura letteraria , tenute insieme come un’endiadi indisgiungibile.
Quasi altrettanto fece quando, nel 1960 ,risalendo l’Italia da Marsala -seguendo al contrario il percorso dei Mille di Garibaldi –

per parlare di libri e di

lettura ,

dedicò  anche la sua attenzione al pesce spada pescato nello Stretto di Messina.
La stessa convivialità per Mario , anche nella sua accogliente casa di Tellaro ,era un insieme di pesce freschissimo,di Cortese di Gavi (fornito in generosa quantità dai cugini Giorgio e Chiara Soldati ) di battute frizzanti,di riflessioni colte e di ricordi commossi:un uomo profondamente legato alla sua terra piemontese,ma con l’animo aperto al mondo,come insegnò con l’esempio il suo amico Piero Gobetti che ebbe intransigenze politiche  che Soldati non avrebbe condiviso.
Così era l’uomo Soldati che sapeva tenere insieme la veste “cotidiana” e i” panni reali et   curiali” del Machiavelli, citando ad un tempo  un verso di Baudelaire  e brindando contemporaneamente con un calice di vino bianco.
La sera stessa in cui consegno’ nel 1982 il Premio “Pannunzio” a Giovanni Spadolini, allora presidente del Consiglio, giocò a scopa con gli amici fino a tardissima ora,una cosa che l’intellettuale Spadolini non avrebbe neppure lontanamente concepito e tanto meno condiviso .
Così per Mario era la vita di ogni giorno ,quella che Natalia Ginzburg ha definito  a ragione la “gioia di vivere” e che  
Monica Mercedes Costa ha pienamente saputo cogliere nel suo bel libro che merita successo e tante letture condivise . Solo lei ha tramandato il vero

Soldati gourmet su cui altri si sono attardati con superficialità ed a volte anche con supponenza , mai con l’umiltà della ricerca dimostrata dalla Costa , ligure trapiantata a Torino , donna ed intellettuale libera  davvero esemplare .       

     Pier Franco Quaglieni

1 Febbraio 2020/da user-pannunzio
Tags: Cibo, Cucina, Cultura, enogastronomia
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