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Dell’esistenza del cervello contenuto nella scatola cranica, ne eravamo tutti a conoscenza, ma che ci fosse un secondo cervello dislocato a livello intestinale, non era noto a tutti. Questo secondo cervello, individuato da studiosi della Columbia University, è strettamente connesso con il primo tramite un complesso di neuroni biassonali e rappresenta un vero e proprio organo distribuito in miliardi di piccole cellule, a loro volta comunicanti tra di loro. L’intestino, quindi, non sarebbe solo un organo dal funzionamento periferico, deputato a liberare il nostro corpo dalle scorie, ma un organo dotato di tessuto neuronale autonomo, capace di elaborare sensazioni e fissare emozioni, come la gioia ed il dolore. La condizione di eubiosi è quella in cui il microbiota è perfettamente composto ed in equilibrio. Se, in linea generale, sappiamo come comportarci nei confronti del primo cervello tenendolo in allenamento, come possiamo aiutare il secondo a rimanere in una condizione di equilibrio? Studi hanno dimostrato che il microbiota può essere modulato tramite la dieta, e la dieta deve essere ricca di fibre. Il pasto principale è la colazione e, se il microbiota è adeguatamente nutrito, informerà il resto dell’intestino di essere sazio e di non assimilare molte calorie, ma informerà anche il primo cervello raggiungendo il centro della sazietà, che non c’è bisogno di introdurre altro cibo. Sul cervello intestinale si riflettono anche le nostre ansie ed i nostri fattori stressogeni e quando si attiva l’immunità, proprio a causa di questi eventi stressanti, si possono sviluppare le malattie autoimmuni. In una condizione di normalità noi non avvertiamo la presenza del nostro apparato digerente, mentre in una condizione di “disconfort” sì.
Quindi, non ci rimane altro che adottare una corretta igiene alimentare, perchè il detto “Mens sana in corpore sano”, non rimanga solo una reminiscenza latina tratta da Giovenale.