682 utenti hanno letto questo articolo

Parlare di mangiare da 3 a 5/6 volte al giorno ha un importante significato a livello metabolico come spiegato dalla dott.ssa Antonaccio. E’ fondamentale che questa strategia rappresenti per la persona un ventaglio di POSSIBILITA’ adattabile alla propria soggettività e unicità. Si tratta di un percorso a doppia via:

  1. Da un lato si adatta la strategia, senza snaturarla, alla persona. Parlare di mangiare all’interno di una finestra temporale (tra un pasto e l’altro) compresa tra 2.5 h di minimo a 6 ore di massimo vuole dire che NON C’E’ UN NUMERO DI PASTI PREDEFINITO VALIDO PER TUTTI………..Quindi 3 pasti può essere il numero perfetto come 6: dipende!
  2. Dall’altro lato si adattano le abitudini (e le storie) soggettive, senza stravolgerle, alla strategia. La persona non può credere di potersi curare senza modificare nulla! Può però pretendere che il curante proponga di farlo in una maniera soggettivamente COMFORTEVOLE per lui!!

Questa doppia via prefigura un PERCORSO di profondo scambio e coinvolgimento da parte dei 2 soggetti:

  • il curante che ascolta il paziente imparando a conoscere il suo corpo e la sua mente (sempre che vi sia una differenza……ma questo è un altro argomento),
  • il paziente che ascolta il curante imparando a conoscere e fare propri i contenuti della sua scienza.

Cosa vuole dire tutto ciò? Che non si può liquidare una persona (con sovrappeso ma vale la stessa cosa per i sottopeso) in pochi minuti con l’indicazione di fare tot pasti al giorno e …….arrivederci!

Ci vogliono ore di scambio e comunicazione serie e attente da parte di entrambi che porteranno a definire non solo il numero dei pasti, ma un consistente numero di variabili rispetto in particolare alla gestione dello stress e dell’umore, dell’alimentazione, del movimento fisico e della salute intestinale. Ad esempio vi dirò che alle volte focalizzarsi sul numero di pasti giornalieri può essere una trappola se non si verifica quanto sia chiaro al paziente che ciò presuppone la certezza che tra un pasto e l’altro si riesca a non mangiare!!!!!

Mangiare solo ai pasti può sembrare ad alcuni facile e banale ma vi assicuro che spesso è un errore di valutazione della realtà. Molte persone non si accorgono di quanto “spiluccano” tra un pasto e l’altro perché sovrappensiero o sempre di corsa. Così passano “in cavalleria”:

  • la caramella;
  • l’assaggio del cibo che è sul fuoco;
  • la sorsata di una bibita;
  • il “morso” di pizza.

Vi potrà accadere che già il primo giorno che provate a non “spiluccare” vi stupiate che dopo neanche un’ora dal pranzo abbiate una fame terribile e vi manchi come una droga l’addentare un grissino. una barretta di cioccolato o uno snack. Questo denota che siete molto più portati agli spuntini (apparentemente innocui) di quanto pensiate. Allora in questo caso la cura deve passare obbligatoriamente dall’affrontare questa difficoltà scegliendo le migliori (per quella persona) strategie psicologiche e comportamentali. Ciò ovviamente non sarà necessario per chi già è fortunatamente abituato a mangiare solo ed esclusivamente ai pasti (fortunatamente per modo di dire….perchè in realtà ciò non è stato sufficiente, da solo, a migliorare la sua linea).

Concludo dicendovi una delle cose che faccio con i pazienti più in difficoltà per aiutarli a costruire le strategie migliori per affrontare il problema degli “spiluccamenti”( tecnicamente si chiamano grignottage o grazing). Invece di chiederci quale sia la soluzione partiamo all’incontrario chiedendoci cosa riesce invece ad aggravare la situazione (è una strategia mutuata dalla psicologia “strategica”). Posso dirvi per esperienza che di solito sono 2 le cose che vengono individuate:

  1. finire i pasti con ancora tanto appetito. Ciò tipicamente accade perché appena ci si propone di dimagrire ci si mette automaticamente a mangiare molto meno come se dimagrire fosse = solo dieta = fare la fame!
  2. sottovalutare di mettere il cervello in allarme col divieto (apparentemente innocuo) di non toccare cibo per 2 ore abbondanti. Il vostro cervello quando gli dite: “non tocco cibo per 2 ore abbondanti fino alla merenda” si è già attivato e allarmato alla fine delle prime 3 parole in rosso. Le successive parole manco le ha sentite! Dovete dire e ridire, con molta comprensione e serietà, alla parte di voi irrazionale spaventata, che “tra 2 ore (o al prossimo pasto) mangerò delle cose buone e sfamanti!” Siete alle prese con un bambino spaventato con una pistola carica in mano (il vostro corpo di fronte al dimagrimento ovvero la parte irrazionale spaventata). Ditegli in modo sincero che gli chiederete solo il possibile, e non traditelo, e diventerà collaborativo.
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.