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Il monaco zen, poeta e costruttore di pace Thich Nhat Hanh ci insegna a guarire le ferite dell’infanzia e ad affrontare la vita adulta con serenità.

Essere bambini è la fase più spensierata della nostra vita, quel momento in cui ogni parte di noi, almeno in teoria, dovrebbe essere dedicata alla gioia e alla serenità. Spesso è così, l’infanzia ci regala letizia e beatitudine, ma questo periodo dell’esistenza è, sfortunatamente, anche in grado di procurare ferite che ci seguono e ci accompagnano fino in età adulta creando in noi sofferenza e frustrazioni non sempre superabili con semplicità.

L’autore di questo libro, candidato nel 1967 al Premio Nobel per la Pace da Martin Luter King ed esponente del Buddismo Impegnato, che mette insieme le pratiche di non violenza con l’attenzione ai problemi ambientali, cercando di non sottovalutare una problematica tanto complessa e comprendendo a pieno le difficoltà di tale percorso, vuole insegnarci a riconoscere  i traumi dell’infanzia, accettarli e  affrontarli attraverso alcune pratiche accessibili a tutti.

Rabbia, tristezza e paura, che spesso ci impediscono di vivere in maniera soddisfacente la nostra vita da adulti,  devono essere ascoltati con gentilezza e consapevolezza; quel bambino o bambina che è dentro di noi ancora sofferente ci sta chiedendo aiuto e vuole essere soccorso da un passato che lo ha fatto patire.

Thich Nhat Hanh ci insegna a calmare le emozioni dolorose, a lasciare andare, prendendoci cura di noi stessi risvegliando la gioia e accettando a vita così come è. Ci spiega come la meditazione, la respirazione, la camminata consapevole ci possono essere di supporto per ritrovare la serenità e ci dice quanto sia necessario dirigere l’attenzione sul momento che stiamo trascorrendo.

Infine ci invita a comunicare e a confortare il bambino ferito che è in noi, ci spinge ad instaurare un dialogo con lui o lei; secondo il monaco, infatti, è molto importante lasciare andare il passato, è determinante non lasciarci invadere da quel dolore che ancora da adulti ci può  condizionare.

La riconciliazione è possibile avendo cura di noi, non facendoci influenzare da cosa dicono gli altri, smettendo di pensare troppo e vivendo il presente.

Molto significative le storie di guarigione, utili le meditazioni e gli esercizi di respirazione per sciogliere la tensione, generare gioia e rendere la mente felice.

Questo Libro, dunque, edito da Terra Nuova, è uno stimolo a guardare dentro di noi con gentilezza e poesia, per vivere in pace nel qui e ora.

1 commento
  1. Riccardo Ferrero
    Riccardo Ferrero dice:

    Complimenti per aver scelto uno dei libri più nutrienti che io abbia mai letto nonostante abbia poche e scorrevolissimie pagine! L’autore non solo è un profondo conoscitore del Buddhismo ma è anche uno dei massimi riferimenti mondiali della Mindfulness.e io uso spesso citarlo quando lavoro con il difficile rapporto che alcune persone hanno con il cibo : ” Il Buddha ci ha insegnato che quando mangiamo, non dovremmo perderci in pensieri e conversazioni insensate. Dimoriamo nel momento presente per essere profondamente in contatto con il cibo….. ——..Quando avevo quattro o cinque anni, mia madre ogni volta che andava al mercato mi portava un dolce di fagioli. Mentre mia madre era fuori casa, giocavo in giardino con le lumache e i sassolini. Quando tornava ero felice di vederla, prendevo il dolce che mi offriva e andavo in giardino a mangiarmelo. Sapevo che non lo dovevo mangiare velocemente, lo mangiavo piano piano; più piano lo mangiavo meglio era. Ne prendevo un pezzettino dal bordo per gustarne in bocca tutta la dolcezza e guardavo il cielo blu, il cane, il gatto. Questo era il modo in cui mangiavo il dolce e mi occorreva mezz’ora per finirlo.” (Thich Nhat Hanh ” Fare pace con se stessi” 2011 Terra Nuova pag 124/125). Queste sono parole di un grande uomo che parla teneramente col proprio bambino al nostro bambino……Cordiali saluti

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