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Quante volte abbiamo partecipato a discussioni che si concludevano sempre con una frase : stanno svendendo l’Italia agli  stranieri !

Il tutto esacerbato anche dalla polemica politica e, da ultimo, cavalcato dai sovranisti di casa per attaccare l’Europa e gli altri Paesi che , al pari di sanguisughe, si appropriano dei gioielli del nostro tessuto industriale.

Le accuse vengono mosse in genere ai cattivoni francesi,tedeschi,inglesi o americani, che , passo dopo passo, acquistano il controllo di grandi aziende italiane nei piu’ disparati settori merceologici.

Sul banco degli accusati anche le istituzioni europeee , ree di non tutelare abbastanza il nostro Paese.

Ma soprattutto le forze di Governo , sia di destra che di sinistra ( a seconda di chi governa) vengono accusate di assistere impassibili alle conquiste industriali straniere.

Nulla di piu’ sbagliato o quanto meno di parziale.

I primi responsabili della cessione dei nostri marchi prestigiosi a compratori esteri sono le famiglie che possiedono la maggioranza del capitale , cioè i “padroni” , per usare un termine novecentesco, forse desueto, ma estremamente chiaro.

In alcuni casi vendono la totalità    del pacchetto azionario, in altri la quota di maggioranza ed in tal caso la famiglia resta azionista di minoranza.

In entrambi i casi l’ex proprietario italiano rinuncia alla gestione e dunque ai rischi propri dell’impresa, per limitarsi ad una attività di rentier.

Gli esempi sono stati decine in questi anni , simbolo , a mio avviso, di un capitalismo italiano che , in larga misura , è venuto meno alla sua missione , trascurando il rischio d’impresa per diventare finanziere o redditiere.

Pesenti che ha ceduto il controllo dell’Italcementi ai tedeschi, Fumagalli che ha ceduto la Candy ai cinesi, Merloni che ha venduto agli americani , Recordati che ha ceduto per 3 MLD l’omonima azienda familiare ad un fondo britannico,Versace finita agli americani di Michael Kors ,Bulgari,Fendi,Pucci venduti ai francesi di LVMH , così come Loro Piana, anch’essa ce

duta dalla famiglia ai francesi, mentre Gancia è stata venduta ad un gruppo russo.

Un elenco che potrebbe allungarsi ancora , tutto frutto di cessioni da parte di imprenditori italiani

a gruppi esteri.

Per fortuna , in controtendenza, esistono famiglie imprenditoriali italiane che ,non solo conservano il controllo del business, ma anzi lo ampliano attraverso un percorso di acquisizioni significativo.

Cito soltanto due nominativi piemontesi : Lavazza e Ferrero.

Negli ultimi anni Lavazza ha acquisito Carte Noire in Francia, Kicking Horse e Mars Drinks in USA, mentre Ferrero si è impadronita di Family May e della divisione USA di Nestle’, di asset della Kellogs , oltre che della inglese Thorntons.

Dunque il discrimine sta nel diverso approccio da parte dei proprietari delle aziende italiane : tra

chi rinuncia al rischio d’impresa e chi invece continua ad interpretare il ruolo di capitano d’azienda.

Il mancato sviluppo del nostro Paese negli ultimi tre decenni puo’ essere attribuito a varia cause che sarebbe troppo lungo enumerare, ma una parte non marginale, è da attribuire a settori del mondo imprenditoriale che hanno preferito monetizzare le loro attività , optando per la finanza o diventando semplici rentiers.

Cio’ che rattrista chi ama questo nostro bello e sfortunato Paese, è  verificare che queste operazioni di cessione all’estero vengono spesso trascurate dai media e, cosa ancora più grave, dalle varie forze politiche , lontane , purtroppo , da ogni disegno di sviluppo industriale dell’Italia.