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Il 25 aprile di fronte alla Storia, di Pier franco Quaglieni

Oggi

Sono passati 75 anni anni dalla fine della II Guerra mondiale e dalla Liberazione dal giogo nazifascista . E’ una ricorrenza della storia  che va ricordata e anche festeggiata  perché segna la fine della più terribile guerra in cui fu coinvolta l’Italia per cinque anni e fu   l’inizio di una rinascita nazionale che porterà alla Costituzione,mettendo le basi della ricostruzione.

La Resistenza iniziata dopo l’8 settembre 1943, ma già anticipata idealmente  dagli antifascisti esiliati, incarcerati e confinati dal regime , rappresento ‘ un elemento importante della Guerra di Liberazione ,anche se, senza il determinante apporto degli Alleati angloamericani ,il riscatto sarebbe stato  molto problematico.
Fu guerra  di popolo ,di volontari armati che ricorda il Risorgimento ,ma anche  una guerra regolare del Regio Esercito ricostituito al Sud  che diede un contributo non solo simbolico,come per troppo tempo sostenuto.
Tra i volontari ci furono donne e uomini di tutti gli orientamenti  politici o anche di nessun schieramento come molti militari che dopo l’8 settembre non fuggirono,ma andarono in montagna a resistere al nemico tedesco .
Ci fu una Resistenza tricolore di tanti che furono, più che partigiani, dei veri patrioti.
Ma quei mesi dal ‘43 al’45 rappresentarono anche ,come riconobbe  lo storico antifascista Claudio Pavone ,un momento di atroce guerra civile tra Italiani che coinvolse anche dei civili inermi. Ci furono atrocità  terribili,esagerazioni ,come riconobbe il presidente Giorgio a Napolitano ,che non fanno onore alla Resistenza e che proseguirono anche dopo il 25 aprile . Esse non oscurano i meriti dei combattenti che si immolarono per difendere il suolo nazionale e ripristinare la libertà , ma una ricostruzione storica non può prescindere anche dagli aspetti negativi che sono insiti di per se ‘ in una guerra civile che, di norma, da’ spazio anche a vendette personali  e crudeltà’ che non vanno sottaciute .I fascisti e i tedeschi  si macchiarono di stragi e rappresaglie  orrende che determinarono delle reazioni più che comprensibili.
Certo i fascisti combatterono dalla parte sbagliata ,mentre i partigiani seppero schierarsi dalla parte giusta e questo rappresenta uno spartiacque importante .
,ma che non può giustificare tutto di per se’ .Anche gli Alleati liberatori nel corso della loro campagna d’Italia si macchiarono di azioni gravi verso donne e popolazioni civili che non mettono in discussione la loro fondamentale partecipazione a liberare l’ Italia.
La storia segue criteri valutativi che vanno oltre quelli etico – politici,pure importanti.
Poi ci fu una parte di resistenti ,abbastanza consistente ,che vide nella Resistenza l’occasione di una guerra rivoluzionaria di classe per portare anche in Italia un regime comunista . Questa parte tento ‘ di far deviare il corso della storia ,ma non riuscì nell’intento,anzi diede qualche lezione di patriottismo ,contribuendo in modo costruttivo e decisivo  alla redazione della Carta Costituzionale .
C’è chi ha scritto  che tra le finalità della Resistenza ci sia stata anche la fondazione della Repubblica ,ma questa affermazione non è del tutto vera perché una parte significativa dei volontari della Libertà erano soldati legati al giuramento al Re come tutti i militari italiani  che combatterono come truppe regolari a fianco degli alleati.

 Va inoltre messa in evidenza la Resistenza nei lager tedeschi dei militari  italiani  fatti prigionieri ,i cosiddetti Internati militari italiani  ,oltre mezzo milione di uomini con le stellette che patirono fame,freddo ,angherie per rimanere anch’essi fedeli al  loro giuramento di soldati.Essi non furono meno resistenti dei partigiani,anche se il loro ruolo venne misconosciuto  per decine di anni.
Infine non va enfatizzata la partecipazione popolare alla Resistenza perché ci fu un’ ampia “ zona grigia “ di Italiani che fece il doppio gioco o cerco ‘ di tenersi fuori dalla vicende drammatiche che stavano vivendo .Solo alla vigilia del 25 aprile tutti, all’improvviso, diventarono antifascisti ,mente la realtà era stata ben diversa .
Con questi indispensabili distinguo storici tutti gli Italiani si possono oggi ritrovare a festeggiare una data importante della storia italiana che la guerra civile ha reso divisiva  e che invece va vista in una dimensione più alta come guerra nazionale e patriottica .Anche il 14 luglio in Francia fu una data  inizialmente molto divisiva ,poi via via divenne un riferimento  in cui tutti i francesi si identificano con orgoglio .
Esporre il Tricolore ha il significato di vedere nel 25 aprile un elemento patriottico da cui si autoescludono i nostalgici del fascismo e i faziosi che vogliono colorare politicamente questa data in senso ideologico . Essa invece appartiene a tutti gli Italiani che amano l’Italia,  la libertà ,la pace ,la democrazia.

24 Aprile 2020/da user-pannunzio
Tags: resistenza, Storia
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